Pillole

Ohibė, io qui mi lamento e inalbero. Pasolini ha scritto su Maratea una decina di righe di un reportage sulle coste e spiagge italiane realizzato negli scorsi anni Cinquanta per una rivista. Io su Maratea ho scritto cinque libri. Francesco Saverio Nitti, Una intervista immaginaria. Gian Paolo Nitti. Colui che non Ź diventato. Maratea. Omaggio in cinque parti e venticinque punti. Maratea. Il sogno di una cosa. E infine Lettere dal Sud. E malgrado ciė, Maratea non mi dedica né una virgola né un sasso. Sarą perché mi chiamo Marchesini e non Pasolini? Ma si ci appropria della fama di un grande, o si rende onore alla dedizione costante di uno scrittore innamorato?  

Home Page

---===oOo===---

Le forme del paesaggio che anticipano un possibile paradiso futuro sono per me quelle di alcuni territori costieri che conosco e amo: San Leone di Agrigento, Selinunte, San Vito Lo Capo e Scopello in Sicilia, Acquafredda di Maratea in Basilicata, Scario, Acciaroli di Pollica e Santa Maria di Castellabate in Campania. Mi piace pensare a un Pianeta prossimo venturo che ci ospiterą senza cittą rese irrespirabili dall'inquinamento del traffico, ma ricche d'arte, efficienti e conviviali. Da campagne rigogliose e fertili senza discariche e terre dei fuochi, rese armoniche e socialmente coese, come ad esempio Riace, grazie alla solidarietą e alla giustizia sociale, e non per le ricchezze enormi in poche mani concentrate. Dove le balene non muoiono spiaggiate per avere ingoiato quintali di plastica. E le armi sono rigorosamente vietate. 

Home Page

---===oOo===---

"Cosď nasce la storia di Riace: la mattina del 1998 all'alba arriva un veliero, l'accoglienza sulla spiaggia dei migranti, lle case abbandonate del centro storico perché i nostri concittadini sono andati oltre oceano lasciando vuoto in questo modo tutto il centro storico. Case abbandonate, io non ero sindaco e mi ricordo che non avevamo nemmeno la possibilitą economica per ripristinare gli impianti elettrici delle case, per fare i contratti con l'Enel. Abbiamo allora comprato le candele di cera e alla sera si vedeva questa luce fioca che usciva dalle case che di nuovo erano tornate a vivere. Gli emigrati avevano abbandonato queste case e nuovi emigranti erano arrivati, Ź un disegno circolare del destino, poco cambia se hanno il volto piĚ scuro o se si vestono in maniera differente, sono uguali, sono esseri umani allo stesso livello. Questo Ź stato un processo fantastico, Riace appartiene alle cosiddette aree interne della Calabria che hanno vissuto questi processi di spopolamento, di declino demografico, di abbandono, di rassegnazione sociale, di condizionamenti da parte della criminalitą organizzata la cui voce Ź quella che piĚ si sente e spesso, e lo stato Ź complice di questo. Complice di questo silenzio, di questo far sentire un'unica voce. Mano a mano che la storia ha cominciato a strutturarsi, con la presenza sempre piĚ numerosa, perché nel 2001 avevamo aderito a quel programma che si chiamava programma nazionale asilo, e con Riace che stava sempre piĚ diventando una societą multietnica, addirittura interessava i cosiddetti turisti solidali. Turisti che non erano mai venuti per i bronzi di Riace, queste due statue della Magna Grecia che sono state ritrovate nel nostro mare molti anni fa e che dovevano far decollare il turismo sul modello di Rimini, Riccione, ma che cosď non Ź stato perché i bronzi sono nel museo di Reggio Calabria, ora venivano per la societą multietnica che Riace stava diventando. Per la curiositą di capire come mai un piccolo comune che non ha nulla per mandare avanti la propria comunitą si apre comunque all'accoglienza in maniera spontanea, questo ha incuriosito chi ha fame di umanitą, chi vuole un mondo fatto senza barriere, un mondo in cui tutte le persone hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri. Non ci vuole molto e addirittura la presenza di queste persone ha contribuito a far rinascere Riace. Voi dovete considerare che la popolazione di Riace Ź come quella di un quartiere di Milano, siamo 1500 abitanti e addirittura nella parte del centro storico dove anch'io abito, abitavo perché adesso non posso andare a Riace, siamo 600 abitanti giusto 300 cittadini riacesi autoctoni cosď ci chiamiamo - io vorrei una societą dove nessuno si puė dire autoctono - e 300 cittadini immigrati che provengono da almeno venti nazionalitą. Abbiamo fatto l'asilo nido multietnico, e poi un ambulatorio medico in un periodo in cui la sanitą Ź un problema molto sentito in Calabria, ma credo in tutta Italia, Ź nato un ambulatorio medico gratuito che Ź servito per i rifugiati ma anche per le persone del luogo. Abbiamo recuperato la scuola, la pluriclasse che abbiamo Ź una cosa fantastica, quando venivano a visitare quest'esperienza aprivamo la porta per entrare in quest'aula e c'era una sensazione incredibile come se si fosse aperta una finestra sul mondo. Bambini di tutte le nazionalitą e tra di loro non c'Ź mai nessun pregiudizio per il colore della pelle, non lo avvertono. Sono veramente convinto che l'accoglienza si riconduce all'essenza stessa della calabresitą, permettetemi questa considerazione perché il mio amico antropologo dice che l'antropologia dei luoghi Ź fondamentale, Ź questo che ha permesso che questo fenomeno nascesse in una maniera spontanea. A Riace poteva esserci questa storia perché c'Ź anche la fierezza d'incontrare un'altra persona, non lo dico in senso retorico o come luogo comune, l'accoglienza Ź un incontro con un altro essere umano come te, e io credo che ognuno deve essere fiero quando incontra un'altra persona, non avere pregiudizi o secondi fini. Quando succede invece il contrario, quando l'incontro diventa un problema, suscita paura allora io dico che probabilmente c'Ź un disturbo del comportamento, si ha paura di sŹ stessi. Vi pare una cosa normale disprezzare gli esseri umani? Provare odio per il colore della pelle? Essere razzisti, essere fascisti, non Ź una cosa normale." (Mimmo Lucano nel suo intervento nell'aula consiliare del Comune di Milano).

Home Page

---===oOo===---

"La zona in cui Ź esondato il fiume Milicia Ź ad altissimo rischio, non solo per le condizioni dell'alveo che va ripulito, ma per l'enorme numero di case abusive costruite" afferma il sindaco di Altavilla Milicia, Giuseppe Virga, puntando l'indice contro l'abusivismo che colpisce la costa a ridosso di Palermo. "La zona Ź interessata dalla presenza di parecchie case abusive - spiega Virga - Quell'area corrisponde probabilmente al vecchio percorso del fiume Milicia. Quando il fiume Ź in piena abbandona il tracciato naturale ed esonda nella vallata". La colpa Ź dell'aviditą miope e irresponsabile dell'uomo, non della natura.  Ad esempio, per avere anni fa denunciato un problema analogo di costruzione abusiva sul letto di un torrente sopra Acquafredda,  mi sono ritrovato una mattina con le quattro gomme dell'auto tagliate. La costruzione abusiva e pericolosa Ź sempre lď, ma spero proprio non porti mai a simili conseguenze. 

Home Page

---===oOo===---

E' il mese di ottobre, la frutta di stagione che riempie con i suoi colori e profumi i tavoli induce a sognare a occhi aperti. E a ricordare. Fino a vent'anni ho trascorso le vacanze a casa di mia nonna, in quel di Altavilla, in cima a una collina con ai suoi piedi una lunga pianura che porta a Vicenza. Intorno alla casa c'erano quattro ettari di alberi da frutta e vigna. A ottobre era tutta una esposizione magnifica di cascatelle d'uva, cachi, nespole e prugne, noci e nocciole. Un piccolo paradiso terrestre. Dopo avere corso e giocato e nuotato durante il giorno in una roggia lď accanto con i miei amici, in mezz'ora raggiungevo con la Bartali un cinema all'aperto dove mi godevo qualche western avventuroso, poi a mezzanotte rientravo, mi sdraiavo sull'erba del belvedere da cui mi gustavo il profilo luminoso della cittą e in cielo il fulgore del firmamento. Ora quella casa Ź stata venduta, non ci posso tornare piĚ. E' la casa dove bambino e adolescente durante le estati sono stato felice. I miei amici, la bici Bartali, il frutteto e il vigneto, il belvedere erboso con vista sulla cittą. Non ho mai piĚ sperimentato nulla di meglio. O forse no, forse quando ho abitato per quattro anni ad Acquafredda di Maratea, ai Garottoli sotto la Madonnina con l'orizzonte colmo dell'azzurro del mare, o a fianco di Villa Nitti, con a portata di piede un sentiero che in cento passi sullo slancio spingeva a tuffarsi tra le onde. Ecco, quello Ź stato sicuramente nella mia vita un altro periodo felice.

Home Page

---===oOo===---

Manifestazione a Riace del 06/10/2018

Riace, comune della Calabria (RC) a pochi chilometri dal mare Ionio Ź situata su colline con poca vegetazione spontanea per lo piĚ composta da irti fichi d'india e canneti lungo i canali. Terra desolata e devastata periodicamente da violenti nubifragi. Il numero degli abitanti Ź di poco piĚ di 2000, ma molte sono le case vuote ed abbandonate, come del resto destino comune a quasi tutti i borghi del sud d'Italia. A vederla dalla strada, piena di curve e che la unisce alla piĚ nota e importante SS106, nella sua semplicitą stupisce per come sia potuta diventare tanto famosa. Ma la ragione Ź ormai nota a tutti. "Quella di Lucano, il suo sindaco, Ź la storia di un maestro di scuola di idee progressiste che inizia nel dicembre 1997, quando un barcone carico di 800 rifugiati curdi attraccė nel piccolo porto di questo piccolo paese di pescatori. Lucano non innalzė steccati. Anzi: vide - dietro quell'arrivo in massa di disperati - un'opportunitą storica per rivitalizzare, anche economicamente, un villaggio che pareva destinato a svuotarsi dei suoi abitanti.

Grazie alla sua associazione (Cittą futura) e ai contatti con l'amministrazione locale, offrď ai migranti gli appartamenti abbandonati di Riace, spiegė loro che, se avessero voluto rimanere lď, avrebbero dovuto seguire un corso di specializzazione e inserimento al lavoro. Per anni il sindaco – che Ź nel mirino della criminalitą organizzata - si Ź battuto affinché il Ministero dell’Interno abolisse strutture come i Cie e i Cara, rifiutandosi di gestire i flussi migratori con le logiche emergenziali, in favore dell’ampliamento del Sistema centrale di protezione Sprar cui il cosiddetto modello Riace ha fatto da apripista.

Diciotto anni piĚ tardi, scrive Fortune, Mimmo O kurdu ha cambiato il volto di questo piccolo villaggio calabrese, concedendo ospitalitą a 6000 richiedenti asilo, provenienti da 20 diverse Nazioni, e ridando slancio all'economia di questo borgo assurto agli onori della cronaca per il ritrovamento, nel 1972, dei Bronzi di Riace (poi trasferiti a Reggio). Gią nel 2010 Lucano aveva ottenuto un prestigioso premio, terzo classificato nel 2010 tra i migliori sindaci del mondo".

Dopo un viaggio in pullman di piĚ di cinque ore, arriviamo finalmente a destinazione giusto in tempo per la partenza del corteo.

In prima fila un folto gruppo di ragazzi di colore ballano e cantano a squarciagola, a seguire ci sono gli abitanti di Riace e poi di seguito tutti i manifestanti venuti da piĚ parti, anche dalla Toscana. I numeri parlano di circa cinquemila partecipanti. Ci sono pochissime bandiere di partiti e, tranne l'ex presidente della camera dei deputati, Laura Boldrini, nominata in precedenza cittadina onoraria di Riace, per il sostegno e la collaborazione dati al suo primo cittadino , e alcuni sindaci riconoscibili dalla striscia tricolore che indossavano, come quello di Cerveteri, Alessio Pascucci, non ci sono esponenti di partiti politici. Lo slogan piĚ ripetuto Ź ovviamente quello di : “Mimmo libero e Riace non si arresta”, “L'umanitą non Ź illegale” e poi l'ormai universale “Bella ciao” cantata da tutti e per tutta la durata del corteo. A piĚ riprese, giovani muniti di megafono, pronunciano discorsi sull'unica via percorribile per un futuro migliore per l'umanitą intera: l'unione e la collaborazione. 

C'Ź negli occhi di tutti una visibile commozione. La sensazione che tutti esprimono Ź quella della consapevolezza di partecipare ad un evento di grande valore simbolico. (Non Ź un caso che manifestazioni pro sindaco di Riace si siano fatte anche in altre cittą come Milano ad esempio). Della consapevolezza che si Ź presenti per dire con forza che se dietro l'arresto del Sindaco Mimmo Lucano c'Ź l'intenzione di ostacolare, cancellare o trasformare in fenomeno da megalomane, forse l'unica, vera e concreta proposta di accoglienza di esseri umani che per necessitą fuggivano dal loro paese, questa non passerą; in una terra, (come d'altra parte tutto il sud), da sempre abbandonata a se stessa, soffocata dalla mala vita e dal potere dei piĚ forti, e dimenticata perfino dalla politica e dallo stato.

Una leggera pioggerellina non scoraggia i manifestanti che, dopo il saluto al sindaco sotto la sua finestra, confluiscono nella piazza principale del paese,(quelli che riescono ad entrarvi), dove ascoltano i vari interventi a sostegno dell'operato di Mimmo Lucano e del suo modello di accoglienza che unisce il rispetto della dignitą umana ad un possibile sviluppo economico. Uno per tutti quello del sindaco di Cerveteri che ha deciso, a seguito dell'arresto di Mimmo Lucano, di autodenunciarsi per lo stesso reato: “Se serve la disobbedienza civile di un sindaco per mettere in pratica la solidarietą e l'accoglienza, ci dichiariamo tutti colpevoli e complici". Dichiara inoltre: "di avere piena fiducia nei confronti della magistratura, ma al contempo di ritenere Lucano vittima sacrificale sull'altare del salvinismo che vuole attaccare un modello di integrazione vincente. Come insegna il modello di Riace, la vera politica di integrazione si deve basare su diritti e doveri equivalenti e condivisi, per arrivare nel tempo ad una cultura dell'integrazione responsabile. Se atti come questi e come quelli del Sindaco Mimmo Lucano sono reati, se Ź la solidarietą stessa a diventare un reato, allora siamo tutti colpevoli e complici"

Girando per il centro del piccolo borgo, ci si sente un po' straniti a vedere per ogni dove murales, scritte, disegni, piccole sculture che fanno riferimento a un vissuto multietnico-culturale. L'ideale per comprendere meglio il sogno che si sta vivendo a Riace, grazie al coraggio e l'impegno del suo primo cittadino, (a prescindere dall'esito delle indagini della magistratura sulla legalitą del suo operato), sarebbe quello di soggiornarvi per qualche giorno, e nella quotidianitą verificare se quello Ź solo un sogno o una possibile realtą.

Home Page

---===oOo===---

Un week end di fine settembre a Maratea. In giro per piazze e viuzze non c'Ź praticamente nessuno. Molti locali sono chiusi. Un tagliere di salumi con una evidente patina di muffa costa 22 euro. E non viene neppure rilasciato lo scontrino. Ma l'accoglienza ai turisti Ź concentrata rigorosamente nei due mesi estivi? La stagione Ź finita, passata la festa e gabbato lo santo? Lo spirito di servizio all'ospite Ź un optional graziosamente concesso, una incombenza da sbrigare, uno sfizio, o un comportamento professionale corretto e bene organizzato, una mentalitą e un metodo? Per fortuna quest'estate Ź piovuto molto, non ci sono stati incendi, la natura Ź al suo meglio. La vista dalla cima del Cristo Ź splendida. La spiaggia di Acquafredda o al Macarro sono al mare il miglior introibo. La visita a un agriturismo gestito con passione competente una bella scoperta,  insieme all'ospitalitą in un bed and breakfast, dove la colazione al mattino composta di dolce e salato vale come un pasto completo,  riconciliano e fanno dimenticare tutto il resto. 

Home Page

---===oOo===---

Il Vangelo secondo Mattei. Film ambientalista dei materani Antonio Andrisani e Pascal Zullino che spiega il business del petrolio. Una inchiesta divertente e amara, una satira di denuncia sulle estrazioni petrolifere in Basilicata. Una delle battute memorabili del GesĚ protagonista del film: «Non riesco a moltiplicare i pesci. Sono tutti morti.» Morale conclusiva: la Basilicata era un Paradiso terrestre. Ma un bel giorno, in questo Giardino dell'Eden, si insinuė una tentazione. 

Home Page

---===oOo===---

 

L'Universitą di Potenza terrą a settembre, ospitato a Maratea dentro Villa Nitti, un corso sulle peculiaritą dei dialetti lucani. Conoscere la variegata e ricca specificitą linguistica dei propri luoghi Ź sicuramente interessante. Anche cosď si viene a scoprire storia e conformazione delle proprie origini. Per capire meglio chi siamo Ź importante conoscere da dove veniamo. Se posso permettermi una osservazione, penso perė che vada anche tenuto in considerazione un ordine di prioritą che non Ź poi cosď trascurabile. Una societą, una universitą che dą la precedenza allo studio della glottologia, segnala una propensione a tenere sguardo e attenzione rivolti al passato remoto, quando invece nel presente altri sono i problemi che drammaticamente incombono. L'Universitą di Potenza, e con lei altre del territorio meridionale, dovrebbero a mio avviso essere orientate all'utilizzo di una struttura storica importante come Villa Nitti in altre direzioni e su altre questioni. Ad esempio, un osservatorio permanente sulla tutela del mare e la protezione delle coste. O lo studio dei flussi migratori che confluiscono al nostro Paese attraverso il Mediterraneo. Oppure, ancora, sul come attrezzare paesi e cittą per accogliere in maniera soddisfacente i crescenti e globalizzati flussi turistici. Magari utilizzando e ripristinando le centinaia di case e terreni soggetti ad abbandono. Applicarsi sull'analisi delle differenze linguistiche in uso tra Maratea e Policoro certo non Ź del tutto marginale, ma ciė che preme alle porte, sul piano economico e sociale, Ź piĚ urgente e fondamentale.

Home Page

---===oOo===---

Durante il suo incarico al vertice della Basilicata, il governatore Marcello Pittella ha “coagulato intorno a sé un’aura di potere” che Ź solo “parzialmente scalfita dal suo allontanamento dal vertice della Regione”. L’esponente del Pd, dunque, puė “contare su nuovi incarichi nel partito o in settori comunque di influenza che gli darebbero rinnovati occasioni di inserirsi, seppur in modo indiretto, in ambienti amministrativi con potenzialitą significative di distorsione dei pubblici apparati, come Ź accaduto nelle vicende che qui ora interessano”. Per questo il Tribunale del Riesame di Potenza ha respinto la richiesta di remissione in libertą presentata dai suoi legali. Il governatore si trova agli arresti domiciliari  nella sua abitazione di Lauria (Potenza) dallo scorso 6 luglio, con le accuse di falso e abuso d’ufficio. Pittella non si Ź dimesso, ma in base alla legge Severino Ź sospeso dal suo incarico visto il coinvolgimento nell’inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Matera sulle raccomandazioni e sui concorsi truccati nella sanitą lucana.

“Pittella non si faceva scrupolo, in modo sistematico e sprezzante, di asservire il potere istituzionale, che derivava dal suo mandato popolare, ai propri interessi elettorali e personali”, scrivono i giudici, spiegando che “si Ź visto che l’indagato, mercificando le sue funzioni, era in grado di governare procedure amministrative conducendole secondo i suoi desiderata senza esporsi in prima persona, ma profittando di personaggi satelliti mossi con i fili sottilissimi ma tenaci della promessa di avanzamenti di carriera o di benefici vari, in una scambio sempre perfettamente funzionante grazie alla abilitą ed alla astuzia delle parti interessate”.

Home Page

---===oOo===---

Siamo abituati a esplorare e a descrivere la realtą del territorio in cui viviamo in orizzontale e in verticale, ma sempre all'esterno e in superficie. E' come concentrarsi e limitarsi a descrivere di un corpo soltanto ciė che appare in evidenza al nostro sguardo. Questo Ź sicuramente importante e necessario, ma non lo Ź altrettanto quello che succede e c'Ź dentro, sotto e al suo interno? Pompeo Limongi, vecchio amico di Maratea e valido geologo amante della natura, del paesaggio, del territorio nella sua interezza, ha raccolto e composto in un libro la conoscenza accumulata nel tempo, grazie alla sua scienza e competenza, su quello che c'Ź di importante sotto e dentro il territorio in superficie di Maratea: cavitą, caverne, grotte. Specialmente sulla natura, la composizione, la realtą di una di esse: la Grotta delle Meraviglie situata in quel di Marina di Maratea. Forte. Pompeo, anche del fatto che da tempo si propone come guida a chi, indigeno o turista forestiero, chiede di essere accompagnato a di avere raccontate natura, proprietą, storia di quel sito. Cavitą e grotte, disseminate lungo la costa lucana che si affaccia sul Tirreno, sono interessanti non solo per la loro conformazione fisica, ma anche per la loro storia che nei secoli le ha viste partecipi e protagoniste. Sia per il riparo offerto ai pastori e ai loro armenti in transumanza, che per i monaci basiliani originari del Medio Oriente e approdati sulle coste di Maratea - vedi la Grotta dell'Angelo sotto il Cristo - affascinati e ispirati dalla loro bellezza. Insomma, con un ottimo corredo di fotografie e ospitando e citando gli scritti sulle grotte prodotti nel tempo da altri studiosi, Pompeo Limongi ha realizzato con passione e cura uno strumento conoscitivo che aiuta a far sď che Maratea sia un pė meno la proverbiale e misconosciuta Bella Addormentata. Contribuendo a risvegliarla. 

Home Page

---===oOo===---

Confesso di sentirmi un perfetto e soddisfatto egoista. Non solo ho felicemente scelto di starmene in agosto in una Roma semideserta, ma a ferragosto mi godo pure il refrigerio della pioggia. E passeggiando per Piazza Vittorio, San Lorenzo e il Pigneto, mi ritrovo ad essere praticamente un indigeno romano residuo in mezzo alla parte di popolazione di quei quartieri che non va in vacanza proveniente da Oriente e Africa, che par di girare per New Delhi o Abidjan. L'effetto Ź che mi sento esoticamente turista senza essermi mosso da Roma. Come stare a casa dell'Aga Khan in Arabia o in Iran. Con il fresco della pioggia.   Ho cenato con mio figlio alla trattoria Conca D'oro, in faccia all'Aniene. Polpette al sugo paradisiache, e patate fritte al parmigiano e pepe che mi hanno fatto tornare goloso come un ragazzino. Poi mio figlio mi ha tenuto una sintetica lectio magistralis sul Web: Internet, Google e Facebook. E mi ha spiegato che Internet Ź la strada gratuita di accesso, mentre Google e Facebook mi spingono a essere attivo e produttivo perché piĚ tu lo sei e piĚ Zuckenberg e soci guadagnano. E alla fine mi ha licenziato raccomandandomi di non fidarmi mai delle news che circolano, specialmente quelle piĚ eclatanti, ma di verificarne sempre accuratamente la fonte. Per evitare di alimentare le bufale. E dopo questi utili insegnamenti, anche il limoncello mi Ź sembrato piĚ buono. 

Home Page

---===oOo===---

 

Sto sperimentando dentro di me, con imbarazzo e pena, qualcosa come non mi era mai successo prima. Una difficoltą, una resistenza, un atteggiamento di rifiuto istintivo, specialmente sui mezzi pubblici e in luoghi affollati, a rendermi disponibile all'altro. Mi allarmano, mi inquietano, mi spaventano i troppi corpi che vedo malconci, offesi, obesi, le espressioni del viso sofferenti e infelici, gli sguardi sconfitti e disperati. Scopro che la mia curiositą abituale, la mia attenzione naturale, stanno virando verso una reazione di sottrazione e fuga. Preferisco puntare lo sguardo al cielo, o a terra. E quello che per me Ź nuovo e orribile, a volte mi sento e mi vedo reagire rabbioso, in modo sia pure immaginario e allucinatorio, ma per me comunque allarmante e odioso. Mai come oggi mi sento oggetto attraversato e reattivo per quel che di infelice mi circonda e di cui vengo a contatto. Ho sempre idealmente aspirato a un corpo collettivo empatico, un popolo solidale, armonioso e perfino misticamente unito. Ma mi pare che qui ci stiamo collettivamente trasformando, accompagnati da Salvini e dal suo ossessivo e pestilenziale basso continuo, in moltitudine di solitudini arrabbiate, allo sbando e sotto sfratto. (Scritto alla stazione degli autobus della Tiburtina, aspettando nella calura e nel caos vacanziero un amico in arrivo con un'ora di ritardo).

Home Page

---===oOo===---

Mi Ź capitato di seguire un video in cui il parroco di Lauria pronuncia in chiesa la sua omelia in presenza della bara di Domenico Pittella - padre di Gianni, europarlamentare PD, e di Marcello, presidente della regione Basilicata, attualmente ai domiciliari per reati amministrativi vari -, defunto e sepolto nel mese di aprile di quest'anno. Lo schema dell'omelia del parroco a ricordo e in onore di don Mimď Pittella segue l'impianto che riassumo. Dio trasmette la sua grazia attraverso i sacramenti: battesimo, comunione, cresima, matrimonio, confessione ecc. ecc. I sacramenti sono canali strategici e decisivi, sta a chi ne fruisce accogliere la grazia divina al suo meglio. Ebbene, secondo il parroco, don Mimď Ź diventato prima medico bravo e poi politico importante al servizio della gente perché, da buon cristiano, ha saputo usare i sacramenti divini come autostrade attraverso le quali attingere il massimo di grazia divina. Quindi, e ricapitolando: alla base di tutto c'Ź Dio, poi la Chiesa con la gestione dei sacramenti, e infine, e di conseguenza, il medico e il politico con i suoi mirabili servizi. In tutto questo non si capisce perché don Mimď si sia fatto anni di latitanza inseguito da un mandato di cattura, e poi di carcere. E perché suo figlio Marcello, governatore della Basilicata, sia oggi agli arresti domiciliari. La politica come sistema personale e famigliare di potere a prescindere e a tutti i costi, i suoi eccessi ed errori, evidentemente a Lauria e in Basilicata non hanno dimora. Lď decide e comanda Dio, la Chiesa attraverso la somministrazione dei Sacramenti, la Famiglia devota e unita. Una volta, per il riscatto dei braccianti, c'erano Di Vittorio e il socialismo, il meridionalismo attivo ed europeista di Nitti, la democrazia. Che alla fine abbia vinto Padre Pio?

Home Page

---===oOo===---

Per chi non ne fosse a conoscenza, Pasolini, nel 1959, in un viaggio solitario a bordo di una Fiat 1100 lungo l'Italia commissionato dalla rivista Successo, e con il reportage da lui ricavato e proposto a puntate dalla rivista stessa, Ź approdato anche a Maratea. Ed ecco quello che sessant'anni fa circa ne ha scritto. «La costa di Maratea non ha niente di ciė che si considera convenzionalmente bello, neanche sulle orme di Boccaccio: semplicemente la costa Ź tremenda. Mai visto tanta perfezione: un enorme scoscendimento, tagliato da biechi torrenti - Mezzanotte, Malcanale - grigio di roccia, tempestato da ciuffi di un verde tutto uguale, che precipita a picco sul mare. Lo schema Ź quello sorrentino, amalfitano, ma Ź riempito da un concreto inferno: ossessivo: ma il risultato Ź stupendo. Maratea perė comincia con l'essere un'oasi molto piĚ dolce: ci sono boscaglie, e la costa finisce con maggiore dolcezza sul mare. Su un grande prato, che sembra quasi un parco inglese, sorge l'elegante, celebre, albergo degli industriali. Sď, Ź bello: ma io mi ci annoio.»

Home Page

---===oOo===---

Senza che nessuno me lo chiedesse, o mi pagasse, anzi, contando sulle mie forze e a mie spese, su Maratea ho scritto cinque libri. Il primo, un Omaggio in cinque parti e venticinque punti, perché incantato e ispirato dalla sua bellezza. Il secondo, Maratea, il sogno di una cosa, su criticitą e problemi vari. Il che mi ha regalato le quattro gomme dell'auto tagliate. Il terzo su Francesco Saverio Nitti e sul nipote Gian Paolo, da me assunti come padre venerabile e fratello affine e modello. L'ultimo infine, Lettere dal Sud, a carattere antologico descrittivo. Non mi risulta che qualcun altro abbia scritto su Maratea tanto. Vedo che ad essere premiati sono accademici della destra reazionaria come Domenico Fisichella, mentre a Sofia Loren, che a Maratea non ha dato una briciola, viene attribuita la cittadinanza onoraria. Non Ź che qui a non essere premiati ci si deve sentire grati e onorati? 

 

Home Page

---===oOo===---

Oggi cade il 150 anniversario dalla nascita in quel di Melfi di Francesco Saverio Nitti: grande meridionalista, storico illustre, statista antifascista, europeista ante litteram. L'ho intervistato facendo finta che ottantenne fosse ancora vivo e attivo, come era in realtą stato, nella sua Villa di Acquafredda, facendogli raccontare il suo pensiero e le opere, l'attivitą politica, i suoi affetti, la vita. Ho avuto il piacere e la fortuna di incontrare chi lo aveva conosciuto ad Acquafredda, e l'onore di avere la mia Intervista immaginaria presentata all'Istituto di Studi Filosofici di Napoli. Auguri per il compleanno, Francesco Saverio. Grande nonno adottivo.

Home Page

---===oOo===---

Bene l'ordinanza del sindaco di Maratea Domenico Cipolla, che impone dal gennaio dell'anno prossimo ai commercianti del suo paese di non utilizzare e vendere buste e altro di plastica che non sia biodegradabile. Iniziativa raccomandabile a tutti i sindaci del Paese, specialmente a quelli di comuni costieri. Il mare Ź un magnifico, unico e indispensabile essere vivente. Va rigorosamente tutelato. Ma perché allora la battaglia che da decenni alcuni conducono perché la costa di Maratea sia dichiarata Area Marina Protetta non ha avuto alcun risultato? Dove sta la coerenza, e come si supera questa politica cosď platealmente contraddittoria?

Home Page

---===oOo===---

Perché ho tifato Croazia? Perché la Francia mi sta sul cazzo! Cosď, in brutale franchezza, l'amico Biagio di Acquafredda. Quindi non per ammirazione ed entusiasmo per la Croazia, ma per odio verso la Francia. Della Francia l'Italia Ź affine e cugina. E' quindi, a qualsiasi costo, da emulare e superare. Noi ai mondiali non ci siamo neppure qualificati, la Francia li ha vinti. Intollerabile! Insopportabile! La Francia mi sta sul cazzo! Evviva la Croazia! Ma il calcio qui Ź puro pretesto e teatro. A lavorare sono frustrazione, umiliazione, rabbia per l'esclusione e la sconfitta. Si tratta di sentimenti primordiali e cavernicoli. Il calcio fa solo da humus e leva. Noi siamo stati cacciati dal paradiso senza neppure avere assaggiato la mela.  Ha vinto la Francia? In realtą ha vinto l'Africa.

Home Page

---===oOo===---

Evviva la Goletta Verde di Lega Ambiente che come tutti gli anni Ź approdata al Porto di Maratea. E lď, con accanto il Sindaco e le altre autoritą, non ha risparmiato le critiche a una Regione, la Basilicata, che sta da troppo tempo permettendo che le sue migliori risorse idriche, agricole e ambientali vengano progressivamente inquinate e disastrate da logiche di speculazione e mala gestione. Per chi si aspettava uno spot auto promozionale, Lega Ambiente ha mostrato quanto vale non risparmiando critiche e rampogne all'Eni, alle istituzioni di controllo pubbliche e a chi se l'Ź meritate. Poi, mostrando un diplomatico savoir faire, ha perė evitato di chiedere come mai il governatore della regione, Marcello Pittella non fosse lď presente.

 

Home Page

---===oOo===---

Lo si puė vedere camminare per paesaggi selvaggi dell’entroterra lucano. Accanto ai suoi passi, un’asina di nome Cometa Libera, ormai chiamata da tutti Cometina. Per Biagio Accardi, l’asino Ź l’emblema della ruralitą e quindi di un mondo perduto, ma anche della lentezza, dal momento che decide il ritmo del cammino. Ed Ź proprio per conoscere con lentezza il Parco nazionale del Pollino, che il 46enne da sei anni si offre come guida alla scoperta della natura della Basilicata, rigorosamente a piedi e accompagnato da Cometina.
Il suo progetto, Viaggiolento, Ź nato “dall’esigenza di recuperare la figura del cantastorie e farlo rivivere, proprio alla vecchia maniera, nel modo piĚ autentico possibile”, ovvero a piedi di paese in paese per raccontare fatti e leggende. “Mi Ź sempre piaciuto pensare a Viaggiolento come un elogio della lentezza, una riflessione sul camminare e il pensare lento. Ma non di quella lentezza statica, quasi immobile, bensď una lentezza dinamica che fa veicolare un’idea, un concetto o un nuovo modo di pensare la vita”. Viaggi, in cui Biagio non chiede di essere pagato ma di ricevere un contributo libero. “Non avendo spese e offrendo un servizio immateriale, ci limitiamo a promuovere semplicemente il territorio. Anche se a volte siamo sorpresi dalla generositą delle persone, segno che ci si emoziona ancora di fronte al bello”. Perché Biagio Accardi non Ź solo il promotore di percorsi di cammino negli splendidi paesaggi lucani. Con una formazione come guida turistica alle spalle, performer e suonatore, il cantastorie Ź anche tra i fondatori “del piĚ piccolo teatro del Mediterraneo”, a Tortora, capace di ospitare in platea un massimo di 15 spettatori. Proprio qui, negli spazi dell’associazione CattivoTeatro, “ospitiamo viaggiatori, artisti o semplici curiosi”. Non molto lontano dalla sede principale dell’organizzazione, in questi mesi sta prendendo corpo un nuovo progetto, l’Eco-campo degli Enotri, luogo di condivisione culturale, nel quale arti e saperi vivono e si sviluppano in armonia in un contesto agrario ancora ben conservato. “Nell’Eco-campo ospitiamo i viaggiatori appassionati di vita rurale, che possono visitare i nostri orti sinergici, fare attivitą olistiche, partecipare a incontri e laboratori sulla musica e la danza tradizionale del sud Italia, godere di una performance presso il nostro teatro, oppure fermarsi semplicemente a meditare sotto una quercia”.
Eppure Biagio non resta confinato in terra lucana. Le sue performance, infatti, da piĚ di dieci anni lo conducono in tutta Europa: nelle piazze, nei circoli, nei teatrini e in qualsiasi luogo dove si promuova cultura. La sua ultima produzione itinerante Ź Kairos, Elogio della lentezza, uno spettacolo che parla dei paradossi dei nostri tempi e fa riflettere sul possibile ritorno al legame con Madre Natura e suoi ritmi. ”Su questo pianeta l’uomo ha bisogno di tirare un freno, di rallentare e fermarsi a pensare. C’Ź bisogno di dedicare un po’ piĚ di tempo a se stessi e non all’ingranaggio a cui apparteniamo. Ingranaggio che impone andature sempre piĚ veloci, sempre piĚ frenetiche al punto di non comprendere piĚ i segnali che la natura ci sta dando. Tutto questo correre per arrivare dove?”
(Da Il Fatto Quotidiano)

Home Page

---===oOo===---

Una festa televisiva di Capodanno dove si inneggia a un sacco di cantanti mediocri, ma ci si dimentica di ricordare Mango. La consegna a Villa Nitti, in quel di Acquafredda, di un premio speciale intitolato al grande meridionalista, statista, europeista e antifascista lucano: e a chi? A un barone universitario che ha fondato Alleanza Nazionale insieme a Fini. Un bel servizio televisivo di Linea Blu in cui si esalta la bellezza di una grotta a Marina, e ci si scorda di segnalare che, dopo vent'anni, la battaglia per fare della costa di Maratea un'Area Marina Protetta Ź fallita. Si esalta il passato remoto per non affrontare efficacemente il presente e il futuro? E che dire di un luogo magnifico come l'ex Collegio Scuola totalmente abbandonato quando potrebbe fornire ospitalitą preziosa a chi ne ha estremo bisogno? La battaglia perché le strade di Maratea siano pulite Ź sacrosanta: ma non rischia di diventare un paravento dietro il quale nascondere la vera monnezza?

Home Page

---===oOo===---

«In una intervista, a Salvini Ź stato chiesto un giudizio su Domenico Lucano, sindaco di Riace. La sua risposta Ź stata: «Ź meno di zero». Chi come me ha vissuto l’esperienza di Riace fin dall’inizio, ha visto rinascere un paese completamente abbandonato, ha esultato come calabrese e meridionale nel vedere Riace citato dai mass media di tutto il mondo, che normalmente della Calabria se ne sono occupati solo per la ‘ndrangheta. Wim Wenders, un grande regista tedesco, davanti a dieci premi Nobel ha dichiarato: a Riace ho scoperto la vera civiltą e quale potrebbe essere il nostro futuro. Un paese di meno di 1.200 abitanti ha ospitato fino a quattrocento migranti senza che ci fosse in vent’anni un solo reato, un solo conflitto interetnico, in un clima di fratellanza e amicizia con tutti gli esseri umani da qualunque parte provengano. Oggi Riace, questo paesino calabrese, Ź diventato un punto di riferimento per tanti Comuni italiani e europei, un luogo di incontri, di cultura, di festa. Nei progetti di accoglienza lavorano circa quaranta giovani locali, e grande Ź l’indotto che le attivitą legate ai migranti hanno prodotto nell’economia locale. Un esempio virtuoso che dovrebbe essere moltiplicato e applicato su grande scala. ť proprio dalle aree interne, da quello che Manlio Rossi Doria chiamava l’osso del Mezzogiorno, che potrebbe rinascere il Sud e di riflesso il nostro paese.» (Tonino Perna, il manifesto)

Home Page

---===oOo===---

«La Basilicata si estende su diecimila km quadrati, e ha un terzo degli abitanti della Liguria, che perė Ź estesa su cinquemila km. La Campania di km quadrati ne ha tredicimila, ma di abitanti dodici volte piĚ della Basilicata. Io mi affaccio alle finestra della mia casa a Rivello, scruto la rotta dei fenicotteri, le tracce delle lontre, ma di abitanti ne vedo sempre meno. E davanti ai miei occhi c'Ź Nemoli, altrettanto vuoto. Ci sono solo i nostri vecchi e le bulgare, le rumene, le moldave. La ghigliottina che ci sta decimando e uccidendo ha due lame: la prima Ź quella dello spopolamento, la seconda si chiama petrolio, con tutto quello che ne consegue di veleni e scorie tossiche. Ma ogni nostra battaglia di denuncia va a sbattere contro il muro dell'Eni che ci oppone il segreto commerciale, manco fosse la ricetta della coca cola, mentre si tratta di dare risposta ai lucani flagellati da altissime incidenze tumorali.» (Ulderico Pesce, attore e autore teatrale in scena con Petrolio, intervistato oggi da Il Fatto Q.)

Home Page

---===oOo===---

L’isola di Ventotene Ź uno dei simboli dell’Europa. Qui nel 1941 Altiero Spinelli scrisse il Manifesto che ispirė l’Unione Europea, ma oggi l’isola rischia di scomparire. “Siamo a rischio estinzione” racconta Anna Curcio la maestra dell’unica scuola dell’isola. “L’isola si sta spopolando e il prossimo anno non abbiamo iscritti alla scuola media: se continuiamo cosď rischiamo la chiusura”. Sull’isola vivono stabilmente 250 persone, soprattutto anziani, e i servizi sono sempre meno. Cosď il sindaco Gerardo Santomauro lo scorso autunno ha proposto di accogliere delle famiglie migranti per ripopolare l’isola. Un’iniziativa che ha diviso gli isolani tra chi vede i migranti come una risorsa e chi come un problema. 

Home Page

---===oOo===---

A Grottole, Basilicata, le case abbandonate sono seicento. I tutta Italia i borghi parimenti abbandonati sono duemilacinquecento. Nel nostro Paese approdano ogni anno migliaia di famiglie migranti prive di tutto a cominciare dalla casa. Un certo Andrea Paoletti, architetto, lancia l'idea di ripopolare Grottole e gli altri borghi abbandonati mettendo le case vuote a disposizione di non meglio definiti «artisti» che diventerebbero «residenti temporanei internazionali». Ha chiamato tale mirabolante progetto «Wonder Grottole» (Wow!), ma non fa il minimo cenno alle migliaia di migranti reali e concreti che arrivano in Italia e sono senza casa. Cosď, in una botta sola, si nega un dramma e si inventa una fanfaroneria. Infatti questa non Ź Wonder Grottole, ma Grottole immaginaria e surreale. I borghi non hanno bisogno esclusivamente o principalmente della fantasia degli artisti, ma di bravi artigiani operosi, di coltivatori di campagne e orti, di allevatori di animali domestici, di infermieri e badanti. E di giovani capaci che insegnino loro la lingua italiana e tutto ciė che serve a meglio inserirsi e integrarsi. Con gli adeguati contributi finanziari dell'Europa, che ha tutto l'interesse a che ciė avvenga prima che una emigrazione selvaggia dilaghi perché priva di interventi seri e mirati. Da questo punto di vista, la cittadina che ha scelto una politica di intervento efficace, in termini di accoglienza e inserimento, Ź la calabra coraggiosa Riace.

Home Page

---===oOo===---

Per un luogo, un territorio, gli abitanti di una cittą, le tradizioni sono sicuramente importanti perché necessarie a costruire e definire una identitą collettiva. Purché, io penso, vengano utilmente connesse e rielaborate lungo un percorso storico in funzione dei temi e dei problemi dell'attualitą. Per Maratea, ecco pertinenti e interessanti al proposito le presenze e l'opera di personaggi storici quali ad esempio Costabile Carducci, Francesco Saverio Nitti, l'industriale Rivetti. E oggi? Oggi si riparte dalle ossa del vescovo Biagio, originario di Sebaste nell'Armenia, approdate nel tempo dei tempi sulla spiaggia degli Ilicini. Si intende cosď mettere in risalto quanto quell'evento, "luce che venne dal mare", abbia dato forma fisica e impronta simbolica a molti luoghi di Maratea. Bene: ma dal mare oggi non vengono in massa, dalla stessa Armenia, gli emigranti sulle loro imbarcazioni? E alle ombre e luci, alla potenziale ricchezza e ai problemi di cui sono portatori, noi, celebrando solennemente l'approdo delle ossa del vescovo Biagio a Maratea, non facciamo alcun cenno? Ma non si rischia cosď di evitare le questioni urgenti e scottanti del presente per rifugiarsi in un rassicurante passato?

Home Page

---===oOo===---

Al seminario organizzato da Cuperlo e dalla sinistra dem al Nazareno, Ź intervenuto Ferrante, un giovane 21enne iscritto e militante nel PD di Avellino, che tra le altre cose ha detto: “Nella provincia di Avellino, culla del ‘De Mitismo’ il Pd ha preso il 15% mentre il M5s il 42% e questi numeri gią dicono tutto. Nella mia federazioni ho assistito a scene in cui aspiranti candidati hanno perso la dignitą in cambio di una candidatura. In Irpinia il partito non esiste: il partito promosso dall’articolo 49 della Costituzione in cui i cittadini concorrono con metodo democratico non c’Ź, non esiste, ci sono i signori delle tessere: se hai un capitale, un imprenditore che ti sostiene puoi prendere in mano il partito. Credo che sulla forma-partito vada ripresa la proposta di Fabrizio Barca che Ź stata cestinata. Io ho visto scene nei seggi in cui persone che hanno passato una vita a sinistra hanno votato il M5s per liberarsi di un sistema marcio e clientelare. Nel mio collegio – prosegue il giovane militante dem – la logica del ‘Rosatellum’ truffaldino, ha imposto la candidatura di Giuseppe De Mita, che non era ben visto dal nostro elettorato. De Mita Ź colui che Ź andato in televisione ad offendere il partito democratico ed i militanti in Irpinia hanno poi restituito la tessera”. 

Home Page

---===oOo===---

Ciao Biagio, non Ź mio, Ź un pė lungo, ma secondo me merita di essere pubblicato.

Gian Carlo M.

«I 5 Stelle vincono innanzitutto perché al Sud gli effetti dello svuotamento della democrazia rappresentativa sono piĚ gravi che altrove. Non Ź solo perché da quando esiste il Porcellum, cioé a partire dal 2005, gli elettori non possono piĚ scegliere i propri candidati. O perché, qualunque sia l’esito delle elezioni a cui partecipano da oltre 10 anni, amministrative o politiche, la condizione sociale di una massa crescente di loro non muta, anzi peggiora. Ma il fatto che il ceto politico, soprattutto quello dei governi locali e nazionali, mostra una totale inettitudine a cambiare alcunché della loro vita, e soprattutto si presenta come una élite che vive immersa in privilegi ed affari, qualunque sia la colorazione politica di appartenenza. Infine, in molte aree del Sud il voto non Ź piĚ libero. La disoccupazione perdurante degli ultimi anni ha creato una dipendenza grave e sempre piĚ stretta di una platea estesa di cittadini dai favori e dalle influenza dei detentori di potere grandi e piccoli. Una societą civile resa fragile dalle scarse fonti di reddito e occasioni di lavoro, Ź oggi sempre piĚ assoggettata ai comandi della politica affaristica, quando non della criminalitą organizzata.

E' quindi naturale che il movimento 5stelle sia apparso con tutte le caratteristiche di un movimento antisistema, e perciė ha finito con l’avere questa forza dirompente. Se ci si riflette bene, la vittoria elettorale di tale formazione appare paradossalmente come un segnale positivo. Esprime la volontą di ribellione e di libertą del nostro Mezzogiorno, una parte del paese che non si vuole arrendere a una visione della politica non solo svuotata di ideali, ma priva di dignitą, di una qualche sfumatura morale, piegata in maniera sempre piĚ sordida a logiche di clan.

I 5Stelle non promettevano posti di lavoro, non sono legati a clientele locali, hanno mostrato di praticare una politica anticasta con i rimborsi (ah, gli idioti che li rimproveravano perché alcuni di loro erano inadempienti!), si battono da sempre per un reddito minimo, si presentano soprattutto come angeli senza passato. E questo appare il piĚ grande merito. Perché di fronte alla montagna di fallimenti che Ź stata la politica nazionale degli ultimi anni, agli occhi di tanti italiani e soprattutto meridionali, la vergine inesperienza dei 5Stelle Ź di gran lunga preferibile alla competenza delle vecchie volpi, sempre le stesse, impegnate a conservare presidi di potere di piccolo cabotaggio e a non cambiare alcunché.»

(Piero Bevilacqua - il manifesto) 

---===oOo===---

Come tutti sanno, ci sono i famosissimi Bronzi di Riace, e poi, per chi ancora non lo sapesse, c'Ź il nuovissimo «Sistema Riace». E' quello di come si puė fare accoglienza e integrazione dei migranti descritto dai funzionari della Prefettura di Reggio Calabria inviati a verificare la consistenza dei fatti. Nel loro rapporto cosď li descrivono. «Nella scuola di Riace i ragazzini del luogo scherzano e scambiano battute e commenti ironici con i loro coetanei dell'Africa o del vicino Oriente. Le case vecchie e umili sono pulite, ordinate e arricchite dalla presenza di donne e uomini di provenienza disparata, i cui ospiti di altre parti del mondo conducono la stessa vita dignitosa della gente umile di Calabria. E un abile cuoco egiziano prepara magnifiche pizze, e nelle botteghe artigiane indigeni e stranieri lavorano insieme il legno, i tessuti, la lana. E i terrazzamenti della collina sono trasformati in orti affidati ai migranti per la integrazione del loro sostentamento, e per alimentare il ciclo dell'economia agricola.» Cosď gli ispettori della Prefettura di Reggio Calabria descrivono ammirati nel loro rapporto quello che hanno visto. Ed Ź tutta Riace che si propone a sistema di accoglienza e integrazione dei migranti, mostrando i suoi migliori muscoli. Che non sono solo quelli dei Bronzi. Cacciassero fuori i loro molti altri borghi del sud, del centro e del nord del Paese. Ne ricaverebbero per sé e per tutti grande vantaggio umano, sociale, economico, civico. E lasciamo che Salvini declami san Matteo e Pasolini profanandoli in Piazza del Duomo a Milano.

---===oOo===---

Abbiamo tre forze a difesa della legalitą, della giustizia, della nostra stessa incolumitą: le Forze dell'Ordine - Carabinieri e Polizia -, la Magistratura, la Politica. Come mai, a distanza di otto anni, le indagini sull'omicidio di Angelo Vassallo, il Sindaco di Pollica nel Cilento, si chiudono senza che di quel delitto sia stato individuato il colpevole? Non si tratta di una implicita ma clamorosa dichiarazione di sconfitta delle stesse forze dell'ordine di quella zona? Ma si tratta di incompetenza e inettitudine, o qualcosa o qualcuno dallo stesso interno di quelle forze ne ha ostacolato e impedito un efficace funzionamento? Dario Vassallo, che ha organizzato la marcia di domenica ad Acciaroli in ricordo del fratello, per avere sollevato dubbi al proposito Ź stato querelato dai Carabinieri. Ma Dario dice: come Ź possibile che il sindaco mio fratello sia stato ucciso con nove colpi di pistola nel silenzio della sera su un tratto di strada della collina sopra Acciaroli, a venti metri da una casa dove abitava un carabiniere, e quel carabiniere sostenga di non essersi accorto di nulla? E come mai dopo il delitto Ź scomparso il nastro della videocamera che riprende e monitora tutto ciė che succede nella piazzetta e davanti i locali del Porto di Acciaroli? E che dire del fatto che interessato alla realizzazione di un villaggio turistico, al quale il sindaco Vassallo si opponeva perché giudicato illegale e speculativo, c'era anche un alto ufficiale dell'Arma? E che dire del fatto che Antonio, figlio del sindaco ucciso, abbia pubblicamente chiesto al PD che Alfieri, candidato alla Camera, sia tolto dalle liste perché avversario politicamente combattuto allora dal padre che lo aveva denunciato in quanto finanziatore, da Presidente della provincia di Salerno, di alcune aziende che non avevano mai eseguito i lavori pubblici per i quali erano state pagate? Abbiamo tre forze dell'ordine a difesa della legalitą, della giustizia e della stessa nostra incolumitą: carabinieri, magistratura e politica. E se poi succede che non funzionano? Riposa in pace, Angelo. 

---===oOo===---

La scoperta di Maratea da parte di Camilla Cederna avviene a metą degli anni Cinquanta, dopo la lettura di un articolo apparso sul quotidiano londinese Daily Telegraph intitolato «Andiamo in un posto diverso dai soliti». Scrive Camilla Cederna una volta approdata a Maratea: «Chi arriva la sera, sente come unico rumore il respiro del mare che entra dalle finestre insieme ai cento aromi della macchia mediterranea, di rosa selvatica, pepe, miele, anice e menta, e non vede altre luci che stelle. Non una barca sull'acqua, non una persona in vista, ma un silenzio fondo, una calma solenne e antica, una bellezza cosď ferma e patetica che prende quasi alla gola» (Camilla Cederna - Il paradiso al mare - Vicino e distante - Mondadori). Nel mio libretto Ź riportato anche quanto appunto scrive Indro Montanelli in un servizio apparso sul Corriere della Sera del 1957, dove alla bellezza di Maratea non lesina lodi, arrivando a proclamarla «ottava meraviglia del mondo» e «forse il piĚ bel panorama d'Italia». A parte alcune inesattezze non del tutto marginali («Maratea Ź l'unico sbocco sul mare della Basilicata»), per il grande giornalista non Ź l'ambiente fisico a sollevare problemi, quanto coloro che lo abitano. Essi - secondo il Nostro - sarebbero generosi soltanto «di processi per contestazioni di compravendita e di ereditą. Per un olivo, un fico, un filare di pomodori ci sono cause che vanno avanti da generazioni e interi patrimoni si esauriscono in carte da bollo e parcelle di avvocati». E ancora: «Con quel pė pė di mare spalancato davanti alla propria scogliera i Marateoti seguitano a costruire le loro case in modo da voltargli cocciutamente le spalle; non sentono neanche la tentazione dei bagni, e quasi nessuno di loro sa nuotare. Il loro attaccamento a quella piccola patria Ź suggerito, piĚ che da un vero e proprio amore per la sua splendente bellezza, da un complesso di paure e abitudini casalinghe...»  Ecco quanto scriveva di Maratea e dei Marateoti Indro Montanelli sul Corriere della Sera nel 1957. Ma dopo tanti anni, sicuramente le cose sono in gran parte cambiate.

---===oOo===---

Ebbene sď, confesso, ci sono casi in cui mi sento un conservatore convinto. Dopo avere valutato attentamente i pro e i contro, mi rimane dentro densa l'opinione che Maratea sia pochissimo adatta ad ospitare lo spettacolo RAI della festa per gli auguri di Capodanno. Domani notte in poche ore convergeranno su quelle strade decine di migliaia di persone con migliaia di vetture. Ci saranno, crescenti e immani, frastuono e baraonda. Ma avete presente la natura del luogo, le strade strette e risicate che a serpentina fiancheggiano le montagne? Ma vi rendete conto che per gli incendi e le piogge esse sono state recentemente interrotte e chiuse con una frequenza allarmante? Ma stiamo parlando delle stesse strade dove non Ź raro incrociare mucche vagabonde? Maratea Ź un miracolo di bellezza naturalistico paesaggistica in equilibrio risicato: andrebbe trattata come una perla fragile e preziosa. Pretendere di trasformarla, di notte e d'inverno, in un luogo di festa di massa significa violarla e farle violenza, mettere a rischio equilibrio e capacitą di resilienza. Cosď come non si puė trivellare impunemente petrolio in Val D'Agri mescolando acque purissime con i veleni che residuano dagli idrocarburi. Non si puė coniugare logica del profitto e rispetto per la natura, brutalizzarla con la trivella. Ovviamente tifo perché domani sera a Maratea funzioni tutto al meglio e in allegria. Ma intanto non potevo starmene ipocritamente zitto.

---===oOo===---

Il mare all'orizzonte con la sua mutevole immensitą azzurra; un bosco sulla collina per le passeggiate e la raccolta di fiori e frutta; magari una piscina nei paraggi di acqua termale calda; sicuramente un tavolo da ping pong sulla terrazza sotto l'ombra odorosa di un carrubo e una quercia; un cane e un gatto come presenza animale amica; sedie e divani sotto il portico per accogliere gli amici e chi voglia partecipare alle conversazioni di attualitą politica e filosofica, o ragazzine e ragazzini per un laboratorio di scrittura creativa; una piccola cantina ben fornita e un orticello dove coltivare aromi e insalata; una cucina attrezzata e una dispensa adeguata; una libreria per nutrire fantasia e conoscenza; uno scrittoio per immergersi nel flusso inquieto dei pensieri e dare loro forma sufficientemente ferma; un angolo musica per far volare le emozioni; una camera protetta per godersi i bisogni e i desideri dell'amore e una dormita saporita. Cos'altro da augurare di piĚ e di meglio per rendere la vita, fin che dura, degna di essere vissuta? E questa, con le variazioni e modulazioni soggettive, dati i gusti, i luoghi e i contesti diversi, dovrebbe essere possibilitą per tutti concreta. Le risorse potenziali ci sono, sequestrate perė dall'ingordigia e dalla follia di una minoranza. Ma se la diseguaglianza diventa troppa, scoppia la rabbia, che va incanalata nella direzione giusta, non ad alimentare guerre tra poveri. Per questo urge la presenza di una forza politica di sinistra credibile e persuasiva perché forte e unita.

---===ooo===---

L’appello a ripopolare i piccoli borghi Ź sempre piĚ attuale. I paesi lucani, calabresi, pugliesi, secondo l’ultima fotografia scattata dall’Istat, vivono una situazione desolante. Lo scenario Ź segnato da una popolazione che non fa figli ma invecchia, mentre i giovani lasciano la regione. Un patrimonio fatto di case arroccate tra le montagne, che potrebbero salvarsi dall’abbandono attraverso l’accoglienza dei migranti. “Il Sud deve accogliere queste persone” ci dice Franco Arminio, poeta e paesologo, “nell’idea che questo intreccio produca crescita. Anche conflitto, ovviamente, perché nessun processo avviene a costo zero. Questa Ź l’epoca in cui siamo e non dobbiamo portarle il broncio. Si tratta di persone che in questo momento storico hanno delle sventure”, aggiunge il paesologo. “Noi le abbiamo avute cento anni fa, quando in mezzo secolo 12 milioni di italiani sono andati via, soprattutto da queste terre, Calabria, Puglia, Basilicata”. E l’Italia interna si allarga fino a comprendere anche il mar Mediterraneo, diventato negli anni la grande fossa comune di chi non ce l’ha fatta. Chi ce la fa puė forse diventare una speranza per i borghi del Sud, secondo quel senso di comunitą che affiora dalla filosofia di Franco Arminio

---===ooo===---

Il mare all'orizzonte con la sua mutevole immensitą azzurra; un bosco sulla collina per le passeggiate e la raccolta di fiori e frutta; magari una piscina nei paraggi di acqua termale calda; sicuramente un tavolo da ping pong sulla terrazza sotto l'ombra odorosa di un carrubo e una quercia; un cane e un gatto come presenza animale amica; sedie e divani sotto il portico per accogliere gli amici e chi voglia partecipare alle conversazioni di attualitą politica e filosofica, o ragazzine e ragazzini per un laboratorio di scrittura creativa; una piccola cantina ben fornita e un orticello dove coltivare aromi e insalata; una cucina attrezzata e una dispensa adeguata; una libreria per nutrire fantasia e conoscenza; uno scrittoio per immergersi nel flusso inquieto dei pensieri e dare loro forma sufficientemente ferma; un angolo musica per far volare le emozioni; una camera protetta per godersi i bisogni e i desideri dell'amore e una dormita saporita. Cos'altro da augurare di piĚ e di meglio per rendere la vita, fin che dura, degna di essere vissuta? E questa, con le variazioni e modulazioni soggettive, dati i gusti, i luoghi e i contesti diversi, dovrebbe essere possibilitą per tutti concreta. Le risorse potenziali ci sono, sequestrate perė dall'ingordigia e dalla follia di una minoranza. Ma se la diseguaglianza diventa troppa, scoppia la rabbia, che va incanalata nella direzione giusta, non ad alimentare guerre tra poveri. Per questo urge la presenza di una forza politica di sinistra credibile e persuasiva perché forte e unita.

---===ooo===---

Cosa Ź diventata nel tempo Acquafredda, piccola comunitą collocata sulla costa di Maratea? La scuola elementare da tempo Ź chiusa, la locale stazione ferroviaria che risale ai tempi di Nitti Ź bella quanto vuota e abbandonata, l'ufficio postale trasferito, su tre bar un tempo funzionanti ne Ź rimasto attivo uno, l'area sportiva con campi da calcio e da tennis Ź abbandonata e invasa da erbacce, ha chiuso pure il tabaccaio con il vecchio gestore sempre pronto a regalarti una battuta e un sorriso. Gli abitanti diminuiscono, la popolazione invecchia, di bambini ne nascono sempre meno. i giovani per motivi di studio o per lavoro se ne vanno. Si vive sostanzialmente degli introiti ottenuti dalle presenze dei turisti, che perė sono concentrate nei soli due mesi estivi. Cosa resta, cosa permane di questa comunitą in un declino che sembra inarrestabile? Sicuramente l'attaccamento e il vanto orgoglioso per una straordinaria bellezza naturale e paesaggistica - purtroppo funestata perė da sempre piĚ frequenti ed estesi incendi. Ma con quella si fanno selfie a valanga, ci si inebria e si sogna, ma non si cresce e non ci si sviluppa. E neppure si mangia. Ma cosa potrebbe invertire il continuo scendere di questa parabola, che non riguarda soltanto una piccola comunitą, ma parte della Basilicata se non l'intera area meridionale nostra? E perché i dati dicono che negli ultimi anni sono piĚ numerose le presenze di turisti nelle Baleari che in tutta la Sicilia? Sembra accertato che la differenza sia determinata dall'organizzazione dell'accoglienza, dalla quantitą di servizi e dalla loro efficienza. I pensionati benestanti e i giovani dei Paesi del centro e nord Europa scelgono di visitare e soggiornare, se non proprio di trasferirsi e vivere, in luoghi non solo ricchi di bellezza ambientale, ma degli agi e confort offerti. La bellezza Ź fondamentale, ma da sola non basta. E' anche il fattore umano, la sua moderna e aggiornata imprenditorialitą, a fare la differenza. E il dinamismo lungimirante della classe politica.

---===ooo===---

Figuriamoci se non piace la notizia data dal Sindaco di Maratea che sono state avviate le procedure per verificare la fattibilitą di un progetto di case popolari al posto dell'ex Colonia di Fiumicello... Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, visto che quell'importante struttura, di proprietą della Regione, Ź da oltre trent'anni abbandonata e, tranne gli uffici necessari ai pochi carabinieri, chiusa. Lą dentro ho lavorato anch'io due estati per aiutare 250 bambine e bambini, figli di lucani emigrati, a trascorrere al meglio le loro vacanze. E a lavorare con me c'erano altre decine di persone. E durante l'inverno la Colonia estiva tornava a funzionare come Collegio Scuola che ospitava centinaia di bambini. Recuperarla e riattivarla, sia pure come case popolari, sarą un'impresa. Personalmente vedrei bene l'inserimento negli appartamenti ottenuti di famiglie di migranti che arrivano a loro rischio e pericolo attraversando il mare. I soldi per il loro mantenimento iniziale dovrebbero essere sborsati dall'Unione europea. Almeno quelli. E pure gli altri necessari a sostenere chi dovrebbe impegnarsi per avviare un percorso di ambientamento, alfabetizzazione, integrazione sociale. Cosď come stanno gią facendo Comuni del Sud lungimiranti come Riace. A questo punto questo penso sia uno dei modi necessari, coraggiosi ma efficaci per rovesciare il crollo demografico, economico e sociale di quelle aree.

---===ooo===---

Che Villa Nitti, sia pure dopo quarant'anni,  sia stata recuperata e ripristinata al suo meglio Ź cosa di cui essere lieti. Che sabato prossimo ospiti un premio in onore di Francesco Saverio Nitti Ź motivo di ulteriore soddisfazione. Che poi tra i premiati ci sia anche Emma Bonino, come non apprezzare? E' l'avere attribuito uno dei premi anche a Domenico Fisichella che non poco turba. Fisichella: non Ź colui che ha fondato Alleanza Nazionale insieme a Gian Franco Fini, restandone ai vertici per dieci anni? Ai tempi del glorioso regime, Fisichella e Fini non sarebbero forse stati dalla parte di chi organizzė le squadracce che fecero irruzione sia ad Acquafredda che nella loro casa a Roma, inducendo i Nitti all'esilio a Parigi? E ora a Fisichella viene attribuito un premio nella Villa che fu sede di vacanza e impegno sia di Francesco Saverio che del nipote Gian Paolo, eletto consigliere regionale lucano del PCI nel 1970, allora orgogliosamente comunista guevariano? 

Dice: ma Fisichella Ź uno storico che ha scritto decine di libri... 

E perché non si fa premiare da CasaPound?

---===oOo===---

Dopo un'estate di fuoco, serve una riflessione sul perché degli incendi.

«In Francia dicono che, per spegnere un incendio, dopo dieci secondi basta un secchio, dopo dieci minuti servono i pompieri e dopo un’ora ci vuole l’elicottero. La rapiditą d’intervento Ź decisiva». Docente universitario di sociologia economica a Messina, Tonino Perna Ź l’uomo che, in sei anni da presidente del Parco nazionale d’Aspromonte, ridusse dell’80 per cento il territorio devastato dal fuoco.  E venne mandato via. Oggi, mentre i roghi si moltiplicano e la superficie bruciata raddoppia in un anno,  Ź utile domandargli come compď quel miracolo.

«Nessun miracolo. Divisi il Parco in aree e le affidai, con un concorso, a cooperative o associazioni di volontariato. A fine anno, ognuna riceveva una somma, che si dimezzava se il fuoco aveva intaccato piĚ dell’1 per cento del territorio che dovevano sorvegliare. Risultato: non diminuď il numero degli incendi, ma la superficie distrutta sď».

D. Quanto costava quell’esperimento?

R. Circa 220mila euro l’anno. Ma la domanda vera Ź perché una buona pratica non Ź diventata un modello da replicare anche altrove.

D. Lei come lo spiega?

R. Ci sono troppi interessi perché i roghi continuino e anzi si estendano. Dall’operaio idraulico forestale che punta allo straordinario, alle grandi societą private che gestiscono gli elicotteri, molta gente guadagna se l’Italia va a fuoco. Un’ora di volo di un Canadair o di un elicottero puė costare fino ai 15.000 euro. E dire che quei mezzi prelevano l’acqua dal mare e, scaricandola a terra, determinano un deleterio fenomeno di salinizzazione del suolo.

D. Servirebbe aumentare le pene ai piromani?

R. Non credo. Il punto vero Ź ristabilire la responsabilitą sul territorio e assicurare rapiditą d’intervento. Perché non ci si domanda come mai in Trentino, la regione che ha il maggior numero di boschi, non c’Ź la piaga degli incendi.

D. Qual’Ź la sua risposta?

R. In quella regione vige un’antica tradizione civica, la comunitą si sente responsabile del bosco. Ancora oggi c’Ź una rete di volontari che si occupano della cura del territorio. E’ una forma di prevenzione assai efficace. Dopotutto uno studio del Corpo forestale dello Stato ha documentato che metą degli incendi si verificano in aree che sono gią andate a fuoco nei cinque anni precedenti. Almeno lď la prevenzione dovrebbe essere possibile.

«L’imperversare degli incendi di questa estate in ogni angolo del territorio della Penisola impone una iniziativa politica non piĚ rinviabile. Non finiscono in cenere, com’Ź accaduto quest’anno, solo centinaia di migliaia di ettari di bosco, distruggendo talora alberi secolari, uliveti, frutteti, macchia mediterranea, uccidendo un numero non calcolabile di animali selvatici e spesso anche di allevamento. La distruzione non si limita a questo.

Gli incendi bruciano anche il sottobosco e denudano il suolo cosď che i terreni in pendio, alle prime piogge autunnali, vengono dilavati e perdono lo strato di humus che talora si era formato per processi secolari. Quando le piogge sono intense danno poi luogo a frane e smottamenti che producono nuovi e spesso ingentissimi danni, perché travolgono abitati, aziende, campi. Alle rovine estive si aggiungono quelle invernali.

Private dei boschi, le alture per anni non assolveranno il loro compito fondamentale: quello di trattenere l’acqua piovana e le nevi. I boschi sono grandi serbatoi che trattengono l’acqua meteorica e la fanno percolare nel sottosuolo, dando vita alle sorgenti. Senza alberi e sottobosco l’acqua scende rovinosamente a valle e viene perduta per l’agricoltura e gli altri usi civili.» 

---===oOo===---

Ma perché l'ex Collegio Scuola di Fiumicello, che in passato e per un lungo periodo ha ospitato, nutrito e scolarizzato centinaia e centinaia di orfani e bambini lucani in difficoltą, e che oggi Ź praticamente abbandonato e vuoto, perché non potrebbe ospitare qualche decina di minori non accompagnati o qualche famiglia di migranti? L'Unione europea soccorrerebbe per i costi, il personale per assistere in zona non manca. L'ex Collegio Scuola ricomincerebbe cosď a svolgere una funzione sociale benefica.  Oppure, piuttosto che aprirsi per dare siti abbandonati e una mano a chi ne ha drammaticamente bisogno, Ź preferibile il declino demografico e l'impoverimento comunitario?  Ma la pedagogia dell'accoglienza riguarda solo le attese e i desideri dei turisti ricchi? E quando, in drammatica difficoltą, eravamo noi a chiedere altrove ospitalitą e lavoro?

---===oOo===---

Cronachetta di una giornata. Il mattino trascorro alcune ore ad assistere Stephan, quattordicenne dello Sri Lanka, al reparto di chirurgia d'urgenza al Policlinico. A pranzo, a casa, arriva Ahmed reduce dal suo lavoro al bar accanto al carcere di Rebibbia.. Dal primo agosto che lavora, ancora non ha visto un euro. Lui anticipa il suo lavoro, gli altri posticipano il denaro. Fa parte del gioco del mercato. Il pomeriggio telefona Pamela, zingara della Bosnia, che mi chiede un incontro. Ci vediamo al bar vicino al Protettorato, mi racconta felice di scelte e decisioni prese per cercare di costruire al meglio il suo futuro. Arriva anche Johnny, albanese sedicenne,  ad aggiornarmi sul come procede la stesura del suo noir sempre piĚ ricco di colpi di scena. In Protettorato incontro e abbraccio Francesco, Massimo il bangladino Rachib con i quali si chiacchiera, si ride, si scherza. Poi arriva anche l'egiziano Ahmad che rientra dal suo lavoro di parrucchiere di cui Ź molto soddisfatto. Tiziana l'educatrice mi chiama per scambiare notizie e impressioni sulla degenza di Stephan che gradualmente si riprende e migliora. Alla fine Saverio, che finisce il suo turno, si offre di accompagnarmi a casa in auto per aggiornarmi sulle novitą in corso al Protettorato. Prima di rientrare faccio spesa per poi scaldare un minestrone precotto a base di peperoni e olive nere, accompagnato da un bicchiere di ottimo bianco del Lazio. La testa Ź piena di immagini, discorsi e sorrisi degli incontri della giornata. A completare in gloria arriva una telefonata di buonanotte da figlia e nipotini dalla Francia. E una di mio figlio in partenza con tutta la troupe per Verona dove all'Arena andrą in scena l'ultima delle centinaia di repliche di Notre Dame de Paris. A quel punto come non scrivere questa intensa cronachetta e dare una buona notte al mondo intero?

---===oOo===---

Penso sia utile riportare i criteri di selezione per valutare piĚ o meno idonei i luoghi che si propongono per diventare patrimonio protetto dell'Unesco:

1. rappresentare un capolavoro del genio creativo umano;

2. testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico;

3. apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltą;

4. offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana;

5. essere un esempio eminente dell'interazione umana con l'ambiente;

6. essere direttamente associato a avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti);

7. rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale;

8. essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici;

9. essere uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell'evoluzione dell'ecosistema;

10. contenere gli habitat naturali piĚ rappresentativi e piĚ importanti per la conservazione delle biodiversitą, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione.

Ora, per meritare la protezione di un ente cosď prestigioso e elevato come l'Unesco, penso sia necessario dimostrare che si Ź fatta la propria parte in termini di tutela e conservazione del  territorio. Che fine ha fatto l'istituzione della riserva marina lungo le coste di Maratea di cui si parla da qualche decennio?

---===oOo===---

Consideriamo piĚ pericolosi per la vita umana l'alcol, la nicotina o le droghe pesanti? In Germania, i morti per droga nel 2016 sono stati 1333, quelli per alcol 74.000, quelli per nicotina 120.000. E quanti sono stati sempre in Europa l'anno passato i morti per l'inquinamento atmosferico? L'Agenzia europea per l'Ambiente li valuta intorno al mezzo milione. E quanti sono stati invece i morti per terrorismo? Duecento. L'aria che respiriamo Ź 2500 volte piĚ mortale del terrorismo. A causa del cambio climatico questo secolo potrebbe essere per l'umanitą l'ultimo. Epperė il sindaco di Venezia, Brugnaro, proclama che chi gridasse Allah Akbar in Piazza San Marco deve essere immediatamente abbattuto sul posto. Il terrorismo Ź sicuramente una minaccia, ma i dati riportati mostrano come la paranoia sia una infezione psichica molto piĚ pericolosamente diffusa. E spesso alimentata ad arte al fine di potenziare il controllo sociale. I blocchi di cemento per proteggere i luoghi aperti all'incontro sociale possono essere provvisoriamente necessari: molto piĚ potenti e dannosi sono i blocchi di cemento mentali.

---===oOo===---

Ma insomma, di che cosa ci lamentiamo: forse del fatto che l'ENI ha scaricato 400 tonnellate di petrolio nell'invaso di acque purissime della Val d'Agri? O del fatto che dalle trivellazioni dell'Eni l'area non solo ha ricavato danni ambientali seri, ma a causa dell'inquinamento ha visto anche diminuire lavoro e produzione in agricoltura e nell'allevamento? Ma che volete che sia, non basta il trionfale annuncio che, grazie all'amicizia tra Pittella e Renzi, la RAI organizzerą lo spettacolo degli auguri di Capodanno a Maratea? C'Ź solo da augurarsi che dello scambio non faccia parte anche il proposito dell'Eni di cercare petrolio innalzando piattaforme e trivelle al largo della costa. Trasformare una localitą incantevole da Perla del Tirreno in barile che inquina ci vuole poco.

---===oOo===---

A osservare le bellissime foto di Biagio Calderano, si direbbe che il pubblico che assiste alle manifestazioni artistico-culturali estive in quel di Maratea sia composto in gran maggioranza da settantenni, tra i quali in netta prevalenza donne. I giovani, specialmente sotto i trent'anni, si direbbero non esistere - a parte la simpatica manifestazione organizzata per i bambini da Bice Avigliano davanti alla sua libreria. Allora non posso non chiedermi: ma alle nuove generazioni, le manifestazioni culturali tipo presentazione di libri, dibattiti con ospiti illustri, concerti e opere teatrali, non interessano piĚ, o chi le sceglie e organizza Ź rimasto in sintonia con linguaggi, contenuti e stili vecchi? Oppure adolescenti e giovani a Maratea in vacanza d'estate non sono piĚ significativamente presenti? 

---===oOo===---

Ho scoperto il Macarro, bellissima spiaggia lungo la costa di Maratea, alla fine degli anni Settanta. Ci approdammo io e un piccolo gruppo di amici un tardo pomeriggio di fine settembre e, almeno a prima vista, non c'era anima viva. Presi dall'entusiasmo per la bellezza verde, azzurra e incontaminata del luogo, ci siamo spogliati d'impeto, e nudi, in armonia con quella natura, ci siamo tuffati in acqua. Uscendone perė, dal folto del boschetto Ź arrivata la voce isterica di una vecchietta che vi si era recata per fare legna, che iniziė a strillare: diavoli! siete dei diavoli! Evidentemente le nostre nuditą l'avevano turbata. Oggi, in una telefonata, amici cui ho consigliato di godersi quella spiaggia mi raccontano allibiti che per riuscire a farsi un bagno tuffandosi da uno scoglio hanno dovuto passare in mezzo a una selva di ombrelloni e tavolini. E' stato tutto scientificamente privatizzato a fini di lucro. Possibile che tra parcheggio, ombrellone e tavolino, per farsi un bagno al Macarro uno debba spendere trenta euro? Che sia questo oggi il vero diavolo?

---===oOo===---

Alla presentazione del libro di Ilaria Consolo: Il piacere femminile. Scoprire, sperimentare e vivere la sessualitą - Giunti editore -, in una serata in riva al mare ci sono ad ascoltare quaranta donne e due uomini. Sarą perché il tema dai maschi Ź straconosciuto, ovvio e quotidianamente sperimentato, o invece perché ancora inquieta e allarma? Ilaria Consolo Ź Vice Presidente dell'Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica, esperta in dipendenze, abusi e bullismo. Sarą anche per questo che i maschi stanno alla larga?

---===oOo===---

Ritenendo di conoscere a sufficienza il carattere del personaggio, mi sento autorizzato s immaginare che Gian Paolo Nitti, comunista nipote di Francesco Saverio che amava Acquafredda e il Che Guevara, e fraternizzava con i pescatori di Sapri che aveva aiutato a costituirsi in cooperativa, da dove si trova ora avrebbe cosď ironicamente commentato il Rigoletto rappresentato l'altra sera a Villa Nitti: ma come, per metterlo in scena nella mia vecchia amata dimora hanno impiegato 40 anni? Per poi concludere: intanto il solito incendio sĚ in montagna ha bloccato ancora una volta la strada per Sapri. E mė come faccio a raggiungere i miei amici pescatori? Forse Ź meglio che partecipi all'assemblea di protesta indetta al piazzale della stazione dalla benemerita Associazione Scuola e Vita. Perché quella di Verdi sarą pure una bella opera, ma questa degli incendi Ź una tragedia che, per mano criminale, sta distruggendo il meglio della natura.

---===oOo===---

Ferragosto.
Quando sono ospite ad Acquafredda di Maratea, il luogo della costa che raggiungo piĚ volentieri Ź quello detto il Porticello perché in passato vi approdavano le imbarcazioni dei mercanti e dei pescatori. Il luogo Ź ricco di acque sorgive, sia a terra che dentro il mare, infatti le donne vi si recavano per lavare i panni. Fu lď che, costretto da una improvvisa tempesta, Costabile Carducci, patriota risorgimentale originario di Capaccio a capo nel 1848 dei moti antiborbonici nel Cilento, in viaggio con un manipolo dei suoi dalla Calabria alla Campania fu costretto a sbarcare. Alcune lavandaie che assistettero allo sbarco corsero ad avvisare il prete don Peluso, che abitava dentro il torrione che si sarebbe in seguito trasformato nella Villa dimora di Francesco Saverio Nitti. Il Peluso, originario di Sapri e luogotenente fiduciario dei Borboni, subito organizzė una squadraccia armata di compaesani che aggredď Costabile Carducci e i suoi imprigionandoli dentro un vecchio frantoio. Da lď, nottetempo, con il pretesto di un suo trasferimento a Potenza per essere consegnato ai giudici, Costabile fu trascinato, ferito e torturato, sullo sperone di roccia che domina Acquafredda, a tradimento fucilato e il suo corpo gettato nel sottostante dirupo. Oggi, in vacanza, raggiungo le fresche acque sorgive di Porticello non soltanto perché il luogo Ź appartato e bello, ma pure come piccolo personale pellegrinaggio a ricordo di un martire del nostro Risorgimento. Ovviamente da allora i tempi sono cambiati. A Villa Nitti, dopo oltre quarant'anni di abbandono, la sera, trasformata in teatro all'aperto, si rappresenta Il Rigoletto, mentre sulla spiaggia sottostante viene proposto il formidabile jazz di Glen Miller. SĚ, in alto, intorno allo sperone dove venne trucidato Costabile Carducci, si alzano le fiamme dell'ennesimo incendio. E anche oggi la statale che porta a Sapri Ź interrotta per il pericolo di caduta massi. Sapri, dove nel lontano 1858 un altro prete reazionario guidė le sue truppe di contadini all'attacco e al massacro di Carlo Pisacane e dei suoi trecento giovani eroi cantati dalla spigolatrice di Mercantini. Che incendi e caduta massi siano, nel trascorrere del tempo, l'unico tratto di continuitą, concreto e simbolico, in tanto cambiamento?

---===oOo===---

Auguri per il compleanno della mamma.

Quanta vita intensa sotto quelle pieghe, quelle rughe, quei colpi sulla pelle. Quanto coraggio, impegno e sacrificio in quello sguardo attento e severo. E ancora quanta sfida. 

Quanta determinazione in quelle labbra vigili e tese a fessura.

E quanta bellezza sorridente e fresca nei visi dei nipoti, quanta fierezza affettuosa in quelli dei figli.

Ecco, con tutti i suoi rami ricchi e rigogliosi, una mamma ultracentenaria e la sua famiglia. 

Lď c'Ź la riproposizione eterna della forza e della bellezza della vita.

---===oOo===---

Mafia alla ricerca di territori da trasformare in discarica? Speculazione edilizia? Pastori che vogliono per l’anno prossimo erbetta nuova? Gli stessi professionisti spegnitori di incendi che cosď si procurano occasione per piĚ lavoro e soldi? Sď, forse, anche, ma non solo. Walter Siti ha scritto un libro, da poco uscito, guarda caso intitolato Bruciare tutto. Mette in scena una umanitą disperata che, al di lą di alcuni risvolti sessuali scandalosi, spinge i due protagonisti della storia, un prete e un bambino, al suicidio. Anche il fuoco che in questi giorni divampa un po’ ovunque a me suona frutto di un vento che soffia acre a propagare, alimentato dalla disperazione, un impulso al suicidio collettivo. Le fiamme che si diffondono temo abbiano molto a che fare con una difficoltą a vivere. I migranti sono in fuga dalla guerra e dalla fame. Noi, da noi stessi. Le scene mediatiche sono piene delle vicende che un guitto del potere politico racconta in un suo libro. E’ tutto quello che meritiamo? Io penso ci sarebbe bisogno di scendere in piazza per passare di mano in mano un soccorrevole secchio. Sperando che i pozzi conservino ancora l’acqua necessaria.

---===oOo===---

Quando lo scoprii grazie a Francesco Barbagallo, di Francesco Saverio Nitti io mi sono cosď innamorato da adottarlo come padre ideale e politico. Anche di Gian Paolo Nitti, il nipote, mi sono innamorato grazie. anche ai racconti di chi ad Acquafredda lo ha conosciuti e frequentato, al punto da adottarlo come ideale fratello. Erano  figure generosamente laiche, progressiste, antifasciste, e Gian Paolo anche fervente comunista.  E infatti era stato eletto, poco prima di morire in un incidente d'auto tra Fiumicello e Cersuta, consigliere regionale del PCI.  Io penso che i Nitti, nonno e nipote, sarebbero stati d'accordo nel destinare la loro dimora di Acquafredda, da oltre quarant'anni vuota e inutilizzata,  a centro studi attrezzato per le analisi e la progettazione del governo dei flussi migratori sulle coste italiane in collegamento con le Universitą di Potenza, Napoli, Salerno e Cosenza. E da che cosa altro Ź massimamente interessato e sconvolto oggi il Mediterraneo? Non urge la messa a punto di una politica e di una pedagogia dell'accoglienza, formando rapidamente i giovani  del Sud che devono essere in grado di attuarla?  Oggi questi io penso sarebbero stati visione e pensiero dei Nitti: da veri meridionali ed europei  illuminati, progressisti, lungimiranti.

---===oOo===---

Domande che ci si pone in etą avanzata. Perché la mia Intervista Immaginaria a Francesco Saverio Nitti viene presentata a Napoli, all'Istituto Superiore di Filosofia, e non dentro Villa Nitti di Acquafredda su iniziativa del Comune di Maratea o della Regione Basilicata? Perché Colui che non Ź diventato, biografia romanzata di Gian Paolo Nitti, il nipote dello statista lucano, comunista che amava Che Guevara, viene presentata in piazza a Sapri dai suoi vecchi amici, e non a Maratea? Perché Maratea, il sogno di una cosa, in cui esalto la bellezza di quel luogo e denuncio alcuni abusi edilizi cui Ź stato esposto, mi procura come immediata risposta le gomme della mia auto nottetempo tagliate? Perché il libro in cui racconto la scoperta di quanto Ź malata la logica dell'insegnamento nel Liceo Tasso, il piĚ prestigioso della Capitale, viene respinto da preside e insegnanti, e invece apprezzato da intellettuali veri come Marcello Cini? Perché Io sono la Villa, in cui faccio raccontare a Villa Blanc i suoi cento anni di storia, viene presentata all'interno del Cinema Palazzo Occupato da Paolo Berdini e Oreste Rutigliano, e non dalla Luiss all'interno di Villa Blanc? Perché La Scrittura che salva, in cui racconto l'esperienza del laboratorio di scrittura creativa nella Fratelli Bandiera, viene presentata non dentro la scuola ma festeggiata in una piazzetta attigua da una quarantina dei ragazzi e ragazze che hanno partecipato e contribuito? Mi sa che ho qualche problema con le istituzioni, specie con quelle che non amano essere messe in discussione da uno spericolato e libertario eretico.

Gian Carlo Marchesini

Indice