MARATEA LA CITTÀ DELLE 44
CHIESE
Grotta
di S. Michele (o dell'Angelo)
La
grotta è situata sul versante meridionale del Monte S. Biagio, quasi sotto la
statua di Redentore. Questa cavità naturale, all'interno, ha una pianta a forma
pressoché ellittica.
Sulla parete di fondo si
notano resti di un
affresco, di stile bizantino, risalente al X-XI secolo.
L'opera è alquanto deteriorata. Tuttavia la maggior parte delle figure si
identificano piuttosto facilmente, specialmente nella parte superiore, con più
difficoltà invece nella parte destra; i soggetti della zona centrale, in
particolare di una fascia che ricade soprattutto nella parte sinistra,
danneggiata in maniera irrimediabile essendo scomparsa ogni traccia di colore,
sono quasi illegibili.
Sulla
sinistra dell'affresco è raffigurato
S. Michele Arcangelo, da cui è derivata la
denominazione della grotta; di questa figura sono visibili solo la
testa, parte delle gambe e
tratti della tunica.
Accanto
a questa figura è raffigurata la scena della Crocifissione: la
Madonna,
S.
Giovanni e il
Cristo.
La
figura della Madonna è quasi del tutto scomparsa; una macchia di colore rosso
scuro, nella parte inferiore, lascia immaginare una veste ed alcuni lineamenti
di volto femminile che si notano sotto il braccio destro del Crocifisso e fanno
pensare alla Madonna, che è solitamente rappresentata ai piedi del Crocifisso.
A questa probabile
immagine segue quella del Cristo, facilmente identificabile, rappresentato
crocifisso con lo sguardo rivolto verso la Madonna.
Sull'estrema destra
dell'affresco si nota una figura maschile, quasi sicuramente S. Giovanni. Su
questa composizione domina, in posizione centrale, la figura dell'Eterno Padre
che guarda il Figlio.
Di tutti questi
soggetti l'Eterno Padre risulta essere il più nitido.
Completano l'affresco
altre due figure minori che simbolizzano la Luna e il Sole.
La Luna è raffigurata
con viso chiaro i cui lineamenti sono dipinti con tratti di vernice rossa,
mentre
il Sole, anch'esso con sembianze di volto umano, è dipinto di rosso.
Per
quanto riguarda l'utilizzazione della grotta nel passato, c'è chi la considera
come rifugio segreto dei primi cristiani e chi, invece, come romitorio di
monaci di origine greca. *
*Dal
volume “MARATEA SACRA” del Sindaco Francesco Sisinni -