MARATEA LA CITTÀ DELLE 44
CHIESE
Chiesa (madre) Santa Maria Maggiore
Ubicata nel centro storico, è la chiesa
madre di Maratea. In qualche documento di metà '500 viene indicata sotto il
nome di «S. Maria de la Nova». L'edificio ha subito numerosi interventi di
ampliamento e di trasformazione, in diverse epoche, rispetto alla struttura
originaria. Infatti, come detto, recenti lavori di restauro hanno portato alla
luce resti di una piccola chiesa con altare centrale e abside semicircolare con
tracce di affreschi databili intorno al XIII-XIV secolo. La primitiva chiesa fu
costruita ad aula con altare centrale e abside semicircolare. All'inizio
appartenne alla parrocchia di S. Maria al Castello e nel 1434 se ne staccò,
formando una parrocchia autonoma.
Probabilmente già in questo secolo si
delinea l'attuale aspetto architettonico, essendo stata edificata la parte
inferiore del campanile, formato da una base quadrata in stile romanico e da
una sopraelevazione a base ottagonale con cupola cuspidale che dovrebbe essere
di epoca successiva.
La chiesa quattrocentesca sostituì
l'originaria struttura medioevale ed incorporò il basamento di una torre
medioevale adiacente sul quale si impostò l'abside.
Una lapide marmorea, datata 1505,
ricorda che fu un tale Mercurio Greco a provvedere alla sua costruzione, o come
più probabile ad un suo ampliamento.
Nel '700 la chiesa subì ulteriori
trasformazioni. Lasciato inalterato infatti l'involucro esterno, fu sovrapposta
alla originaria facciata interna una nuova parete, modellata secondo le linee
dello stile barocco. Subì notevoli danni sia per il terremoto del 2 gennaio
1831, che per quello del 16 dicembre 1857. I lavori di restauro, progettati dall'ing. F. Perazzi di Torraca furono ultimati tra il 1910
e il 1912.
La facciata esterna è caratterizzata da
due pregevoli angeli adoranti, scolpiti in bassorilievo dalla bottega di T.
Malvito nel '500.
L'interno,
a navata unica, decorato da stucchi, archi, lesene, con volute e motivi
floreali di tipo barocco, conserva alcune opere artistiche di valore, tra cui
il coro in legno intarsiato composto da un primo pezzo della fine del secolo
XV, di provenienza ignota e da un secondo che l'intagliatore lucano Marco De
Santis, finì di lavorare nel 1729; la statua marmorea raffigurante la Madonna
degli Angeli del secolo XVI base XVII (datata 1646), opera di ignoto scultore
lucano; la scultura in legno policromo raffigurante S. Vito del secolo XVII di
ignoto scultore lucano; il dipinto su tavola dell'Immacolata datato 1690,
firmato IM... ISE; la scultura in legno plicroma
intagliata raffigurante la Madonna delle Grazie con bambino di ignoto scultore
lucano del XVIII; il dipinto su tela raffigurante laTrinità
eseguito nel 1760 da Francesco Oliva; il dipinto su tela raffigurante
l'Adorazione dei pastori e Santi di ignoto pittore napoletano del XVIII secolo
(l a metà); la scultura raffigurante l'Ecce Homo in legno dipinto di
notevole qualità stilistica ed espressiva scolpita nel XVIII secolo da mano
ignota; la scultura in legno intagliato e dipinto che riproduce l'effige di S.
Michele Arcangelo secolo XVIII, base XIX (datata 1890); il paliotto d'altare,
in marmo nero, tarsie di marmi misti policromi, opera di ignoto marmoraro napoletano del XVII secolo. *
*Dal
volume “MARATEA SACRA” del Sindaco Francesco Sisinni -