MARATEA LA CITTÀ DELLE 44
CHIESE
Chiesa Maria SS. del Rosario
Il
suo nome originario «Madonna della Misericordia» è scomparso nell'uso popolare,
infatti viene comunemente chiamata Madonna del Rosario. Nel passato, si è
chiamata anche S. Maria della Consolazione.
Il
complesso architettonico sorge in Piazza Europa, al Largo Monastero.
La chiesa in origine aveva una facciata a
capanna, movimentata da un semplice portico sorretto da colonne in pietra.
Successivamente, in epoca moderna, su questo è stato realizzato un corpo di
fabbrica che ha occultato il resto della facciata fino all'altezza del rosone,
rimasto in parte nascosto e ora recuperato.
La
cupola, ritmata all'esterno da corsi orizzontali di tegole che, costituendo una
serie di anelli a rastremazioni successive, alterano il profilo
dell'estradosso, si conclude con una piccola guglia che ci ricorda vagamente
una tipologia bizantina che si individua anche nella struttura del campanile.
La
chiesa a pianta rettangolare, alle cui estremità si aprono due cappelle, è a
navata unica, le pareti sono ricche di abbondanti decorazioni barocche e
stucchi bianchi del XVII secolo, eseguiti ad opera dei Frati Osservanti.
L'interno è arricchito da figure, a basso e alto rilievo, da angeli, cartocci,
drappeggi ed altri pannelli decorativi.
Va
sottolineata infine la maggiore ampiezza delle nicchie del lato destro,
corrispondente alla prima e sesta campata rispetto alle restanti; pertanto è
possibile ipotizzare che la chiesa fosse in origine ad una navata con navatella laterale, e successivamente modificata, opinione
derivata dal fatto che la decorazione plastica della parete destra mostra una
certa semplificazione formale rispetto a quella sinistra. Ulteriore
trasformazione ha ricevuto la copertura della chiesa, in origine a capriate
scoperte, realizzata poi in piano nel 1966 dal Genio Civile.
Interessanti
alcune opere artistiche in essa contenute; una tela del '500 raffigurante La
Madonna del Soccorso con Santi di ignoto pittore meridionale del XVI secolo; un
dipinto su tela del XVI secolo raffigurante la Vergine e il Miracolo di
Soriano, opera di ignoto pittore meridionale; i dipinti su tavola raffiguranti
Storie e miracoli di S. Francesco di Sales del XVI-XVII secolo, opera di ignoto
pittore meridionale; un'importante tavola del XVI secolo, intitolata alla
Madonna dei Misteri del Rosario è opera d'un pittore di scuola napoletana.
Risalgono al '600 il dipinto su tela raffigurante Beato Francescano e il
dipinto denominato La Porziuncola di S. Francesco dal soggetto che lo
rappresenta, commissionato, come è scritto sulla tela, «dagli artigiani di
Maratea e Napoli» al pittore Joseph Trombadore che lo firmò nel 1678; la statua
della Madonna del Carmine in alabastro datata 1695, opera di ignoto scultore
meridionale; la scultura di Cristo in Croce in legno intagliato e dipinto di
buona fattura, opera di ignoto scultore lucano del XVII secolo; il coro ligneo
che risale ai primi del '600, opera di intagliatori lucani; l'organo, in legno
dipinto dorato e stagno, di ignoto artigiano lucano; una scultura raffigurante
S. Antonio di Padova, opera di ignoto scultore lucano; una scultura
raffigurante S. Francesco d'Assisi, in legno dipinto, opera di ignoto scultore
lucano.
Di
notevole pregio è anche la produzione artistica del '700, come il dipinto su
tela della Madonna con S. Crispino e S. Crispiniano,
opera di ignoto pittore napoletano; la rappresentazione della Madonna
Addolorata, dipinta nel 1730 e attribuita ad un allievo del Solimena,
il pittore Andrea D'Aste; il dipinto raffigurante S. Vito, S. Teresa e un
Angelo, olio su tela, opera di ignoto pittore lucano; gli affreschi con i
Quattro Evangelisti, eseguiti nel 1721 da Angelo Galtieri da Mormanno, che
decorano l'intradosso della cupola; il dipinto su tela che raffigura la Vita
della Madonna, firmato da Domenico Supica; la tela
della Madonna del Carmine con Santi di Matteo Simonelli, allievo della scuola
di Luca Giordano; due dipinti su tela di S. Caterina da Bologna e S. Chiara,
opere di un artista locale, il Casadoglio, eseguite
nel 1715; una rappresentazione del XVIII secolo dell'Assunta fra S. Francesco e
S. Biagio di Gaetano Cusati; un busto in legno
dipinto raffigurante S. Francesco, opera di ignoto scultore lucano e una
scultura in legno raffigurante S. Pasquale di Baylon,
opera di ignoto scultore napoletano; una scultura raffigurante S. Francesca di Chantall, in legno intagliato e dipinto (datata 1754),
firmata Gennaro Colucci; una scultura raffigurante S. Francesco di Sales, in
legno, opera di ignoto scultore lucano.
Infine
sono degni di nota le pietre tombali che raffigurano gli stemmi delle più
antiche famiglie nobili di Maratea: i Ventapane, i Ginnari e i Giordano.
Di
particolare interesse storico è la lapide che riproduce lo stemma con le tre
torri di Maratea, che reca la data del 1575.
*Dal
volume “MARATEA SACRA” del Sindaco Francesco Sisinni -