FONTANA VECCHIA

di Letizia Labanchi

 

Fuori del paese

quasi al confine

con l'aperta campagna,

è la vecchia fontana

che segna un incrocio di vie:

la salita al Convento,

la Provinciale,

il nuovo tratto di strada

fra le case

sorte da poco

nel sottostante terreno.

 

Canta l'acqua

versandosi limpida e pura

da tre bocche correnti

nell'oblungo bacino

di pietra.

In bella ceramica,

le mattonelle sopra la fonte

disegnan l'effige

del Santo

ai Marateesi più caro:

S. Biagio, il Patrono.

 

Al calar della sera

su questo tratto

si passeggia d'estate,

offrendo la fronte

al fresco ponente,

ristoro

all'arsura del giorno.

 

Le lucciole

accendono il loro lumino nel buio,

disegnando fragili voli fra l'erbe

e sui rami de' fichi.

Le rincorrono i bimbi

con piccoli gridi di gioia

per ornare i capelli,

o per mirarle,

minuscole accese lampare,

naviganti

nell'acqua della vecchia fontana.

 

Si passeggia

si conversa e si giuoca;

s'imbocca talvolta,

al di là del cancello,

l'erboso stradone

che mena alla Grotta,

ove una piccola immagine

della Madonna di Lourdes

sollecita un'Ave.

 

Presso questa fontana

porgon gli amici

l'estremo saluto

a chi,

concluso della vita il viaggio,

dopo le sofferenze e le lotte,

s'avvia,

seguito dai lunghi rintocchi

di una campana che piange,

alla pace suprema

dell'ultima tappa!

   
 

 

 

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