DIFESA DEL COMUNE ?

OCCHIO A… METTERE “LL’UOGLIO ‘A COPP’O PERETTO” !

 di Emanuele Labanchi

Attenzione a tutte quelle situazioni nelle quali la misura Ź ormai colma e non Ź il caso di procedere oltre !

La Giunta comunale di Maratea, con Deliberazione n. 115 del 14/11/2022, avente ad oggetto: 3^ Prelevamento dal Fondo di riserva 2022. E.F. 2022 – Art. 166 D.lgs. n. 267/2000, ha provveduto a tanto,

“Vista la necessitą rappresentata per le vie brevi dal Responsabile del Settore Affari Generali che richiede ulteriore ed urgente disponibilitą di spesa sul capitolo dallo stesso gestito e relativo agli incarichi legali per la difesa dell’Ente, per poter far fronte ad urgenti costituzioni in giudizio;

- che la somma necessaria cosď come stimata dallo stesso Responsabile Ź di E. 10.000,00;

- che, in mancanza di tali costituzioni giudiziarie, potrebbero generarsi situazioni di danno certo per l’Ente”.

Si tratta di una Deliberazione che, probabilmente, si Ź resa necessaria per far fronte ai pagamenti, anche frequenti e lauti, in favore degli Avvocati di volta in volta incaricati per la costituzione in giudizio dell’Ente, in veste di attore/ricorrente/appellante o, piĚ spesso, di convenuto/resistente/appellato.

Sennonché, in assenza di un pur opportuno Ufficio legale in sede e di un Regolamento per l’affidamento di incarichi ad Avvocati esterni, si continua a preferire questo o quel professionista (ora sembra il turno di qualcuno della vicina Campania), investito, anche ripetutamente, del potere di assistenza e rappresentanza in giudizio del nostro Comune.

Sembra debole, se non mancante del tutto, una preventiva valutazione di una bonaria composizione delle liti e, forse nemmeno perseguendo la via transattiva, si arriva alla formale costituzione in giudizio, purtroppo, con prevedibile esito non sempre positivo per l’Ente soccombente, esposto cosď a tutte le relative conseguenze anche in ordine alle spese legali da rimborsare alla parte vittoriosa e che si aggiungono a quelle per il proprio procuratore e difensore, prontamente impegnate e liquidate.

Magari la vicenda, con opposizione quasi a mo’ di braccio di ferro, viene riproposta in successivo grado del giudizio, perché no, sino al Consiglio di Stato o alla Suprema Corte di Cassazione e…le spese legali, ovviamente, non possono che lievitare a carico del Comune e quindi della collettivitą, non senza la possibilitą che, alla fine, i costi siano di gran lunga maggiori rispetto ai benefici, ove esistenti.

Ecco, allora, venirci incontro la saggezza popolare racchiusa nel cennato detto napoletano posto a titolo di queste brevi riflessioni, naturalmente adattandolo al nostro caso per valutare prima e bene ciė che convenga fare, a maggior ragione, nell’interesse pubblico.

Maratea 25 novembre 2022

Emanuele Labanchi

 

 

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