CATARINA DU MAESTRU

 di Emanuele Labanchi

ECCOLA!

 

E' la prima in piedi a sinistra, con il tradizionale "vantisinu", in una fotografia del 1968, una delle tante che mio nonno, quando la famiglia era riunita, chiedeva a Mario Brando, che con piacere interveniva lasciando il suo vicino, piccolo laboratorio in via Alessandro Mandarini ! E lei non doveva mancare.

Lei Ź Caterina Ciccone e u Maestru Ź Biagio Schettino, mio nonno materno.

 Pur da tempo scomparsi, ne scrivo al presente perché per me Ź come se fossero ancora insieme a noi in un ricordo indelebile e crescente con il trascorrere del tempo.

Ed ecco la giovane Catarina o Catari’ gią dedita alle cure della casa e dei primi figli du Maestru, tra i quali mia madre Francesca, la primogenita, e poi via via degli altri e poi ancora dei tanti nipoti, con sconfinato affetto.

La sua Ź una presenza costante, silenziosa, laboriosa tra le pareti domestiche, tale da costituire un amorevole aiuto alla famiglia sempre piĚ numerosa, della quale fa praticamente parte, mentre l'Italia monarchica cede al Fascismo e alla guerra per poi finalmente essere, a caro prezzo, una Repubblica democratica fondata sul lavoro...

E Catarina Ź sempre la stessa in questa grande famiglia, divenuta anche la sua:

una donna semplice e mite, nel tempo e...fuori dal tempo, a fare la sua parte in silenzio, con dedizione ed umiltą, a vivere la gioia e il dolore negli anni che inesorabilmente passano...sino all'ultimo respiro.

Come non volerle bene ?

 GRAZIE DI TUTTO, CATARI’ !

 

Maratea 25 giugno 2023

Emanuele Labanchi

 

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