Una terra di….favola…una favola sulla terra

 

Già da molti anni Michele D’Alascio ci invitava a Maratea, il suo paese di origine, vantandone le bellezze, ma personalmente ero rimasta piuttosto scettica, poiché pensavo che esagerasse a causa dell’amore per le propria terra natia. Quest’anno, infine, non sono riuscita a trovare pretesti per non andare, quindi siamo partiti. Dopo un viaggio abbastanza lungo, siamo arrivati in vista del paese, che subito mi è parso grazioso, con le stradette a scale, i balconi fioriti ed i negozietti carichi dei soliti souvenir… mentre mi addentravo nel borgo, però, mi sono accorta che, a differenza di altri paesi del Sud (ed anche del Nord, per dire la verità!) era molto pulito e curato, e che la gente, al contrario dei nostri scorbutici concittadini, era sorridente e gentile.

Tutti ci salutavano (all’inizio ho pensato che fosse in virtù di Michele, ma poi mi sono resa conto che il saluto non viene mai negato ad alcuno), ed ho notato che la cortesia è un tratto distintivo della popolazione di questo territorio, una gentilezza che non deriva da piaggeria o da considerazioni di interesse mercantile, ma sorge spontanea dal cuore ed è mutuata da abitudini antiche.

 Il paese quindi mi ha subito catturato, grazie alla sua gente ed alla bellezza degli scorci (il più suggestivo, fra tutti, è il Cristo che, come quello del Corcovado a Rio, sembra proteggere il paese ed i suoi abitanti, e che, illuminato di notte, sembra galleggiare miracolosamente nell’aria) ma ancora non ero molto sicura riguardo alla bellezza della costa e del mare, tanto decantati da Michele. Quando il mattino dopo ci siamo recati sul mare, invece, mi ha subito incantato il fatto che la macchia mediterranea, densa di profumi e di una discreta varietà di specie arbustive ed arboree, giunga sino alla riva, ma soprattutto mi ha stregato il rispetto con cui la gente tratta la vegetazione e quanto cerchi di mantenerla e di renderla ancora più suggestiva unendovi fiori di macchia coltivati… L’ambiente era splendido; addirittura, i lettini da spiaggia erano situati sotto i mirti o gli elci, e brevi scalinate conducevano al mare… già, il mare! Nella mia purtroppo già lunga vita ho visto molte belle coste, molti mari cristallini, molti habitat marini pieni di pesci, ma ormai da qualche anno avevo notato che anche i luoghi più belli erano contaminati dal sovraffollamento, e le acque marine assumevano un aspetto sempre più verdastro o malaticcio; qua, invece, il mare è ancora trasparente, tanto che i fondali sembrano ad un passo, mentre sono distanti molti metri, ed i pesci sono numerosi, intriganti come le occhiate che abbiamo pasturato durante la gita in barca, e che ci hanno seguito per un pezzo, aspettandosi altro cibo, e deliziandoci con “smolli” notevoli.

Volendo mantenere il mio scetticismo fino all’ultimo, ho creduto che Michele avesse voluto mostrarci solo il lido più bello, ma ogni giorno abbiamo cambiato luogo, ed ogni giorno ho visto siti belli e caratteristici, come la spiaggia del Macarro, con i suoi sassolini neri infocati dal sole, o Ilicini, un sogno di caletta riparata da un isolotto, od il caratteristico porticciolo, dove, nonostante le numerose barche alla fonda, l’acqua è sempre trasparente.

Il tempo è volato, insieme al mio scetticismo, e sono tornata a casa sperando di tornare molte volte ancora… a Maratea!

Silvia Pagni

Home Page