MIME-Version: 1.0 Content-Location: file:///C:/4809C639/Manna_2009.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" SAN BIAGIO E LA MANNA

SAN BIAGIO E LA MANNA

Domenica 10 Maggio 2009.

Come avviene oramai da ben 333 anni= , la Statua di San Biagi= o torna al Castello dopo la permanenza di tre giorni nel Centro storico. La giornata è calda. Il sole risplende in tutta la sua lucentezza, il mare azzur= ro è calmo: sembra una giornata di “paradiso”.

Alle 11:45 il Simulacro del Santo e= ntra in Basilica, dopo che il Commissario straordinario, la Dott..ssa Trezza Maria Lucia, ha offerto a nome della popolazione un cero e ha donato il suo perso= nale contributo in segno di gratitudine e di devozione al Santo Protettore. La g= ente saluta il Santo toccando con fazzoletti la statua e inginocchiandosi di fro= nte all’urna contenente il sacro torace.

Durante la Messa, celebrata dal= Parroco Don Adelmo Iacovino, dal Rettore della Basilica= Don Biagio Giovinazzo e dal Vice Parroco Don Donato= Partepilo, all’Offertorio, proprio io, come già ebbi la stesa sorte il 13 maggio 2007, noto gocce di “traslucido” sui marmi della cappella che contiene l’urna= con le ossa di San Biagio. Avviso il vice parroco Don Donato che San Biagio “ha fatto la manna”. Il Parroco chiede ai fedeli di restare calmi e di conservare il silenzio e l’atteggiamento= di compostezza fino al termine della Santa Messa.

Il tre sacerdoti restano scossi al manifestarsi del fenomeno: appena passano la mano sui marmi o strofinano fazzoletti, dopo un secondo ricompare la Manna, affiorando dalla marmo come sudore d= alla fronte del capo.

A più riprese i Ministri di = Dio entrano nella cappella per verificare se il prodigio continua; nel frattempo anche gli altari laterali della Basilica si sono completamente inumiditi, in modo particolare il bassorilievo della Madonna della Sapienza è inzuppato di acqua.

E così è il dono della Manna che nel Santuario di San Biagio sgorga dai marmi e dalle colonne del = Suo trono, un umore acqueo leggermente tinto di giallo.

Questo insigne miracolo è autenticato da una Bolla del Papa Pio IV, in data 4 marzo 1563: “In ecclesia S. Blasii, terrae Maratheae Cassanem Dioecesis, in qu= a eiusdem S. Blasii Corpus = Quotidie Manna scaturiens= et continuis coruscam miraculis devote custoditu= r.” (Nella Chiesa di S. Biagio, in terra di Maratea, diocesi di Cassano, si custodisce devotamente il corpo dello stesso S. Biagio, stillante quotidian= amente Manna e corruscante di continui miracoli).

Nel tardo pomeriggio l’evento cessa in modo improvviso così come era comparso.

Quale significato assume la Manna per noi Marateoti? Nella Manna c’è San Biagio, è il segno evidente della Sua presenza costante e duratura. Da sempre tutti hanno in casa un fazzoletto impregnato o una boccetta contenente gocce del miracoloso liquido: è come avere in casa San Biagio a proteggerc= i da ogni male.

 

Maratea 11 Maggio 2009 &nb= sp;   

   Biagio Calderano

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