Maratea.

di Mariassunta Tarallo

Com’era Maratea 40 e più anni fa?

Com’era Maratea ai miei occhi di ragazza?

Era uno spettacolo, il centro storico pieno di negozi di alimentari, calzature, tessuti, mercerie, casalinghi, cartolibrerie, giornalai, ottica, tabaccherie, sport, gioiellerie, panetterie, bar e qualche ristorante, il calzolaio Cesareddu, la latteria di Gilda, Pascalotto e Inessa, Celestina con il suo negozietto, Sciascino con la sua mitica salumeria pizzeria.

Maratea era costellata di piccole attività commerciali, prima che arrivasse la grande distribuzione. Il doppio senso di circolazione della strada che attraversa tutto il centro storico, le auto parcheggiate in piazza Buraglia e noi ragazzi che ci fermavamo a chiacchierare appoggiati ad esse oppure al muretto di fronte al Miravalle pizzeria e bar, la scuola media dove adesso sorge la defunta casa comunale. Noi ragazzi, tanti, la gioventù di allora, facevamo le vasche dalle 19:00 alle 20:30 a consumare le basole della piazza, poi si rincasava. C’era il bar di Lorenzo e quello di Gigino con il jukebox dove noi d’inverno passavamo pomeriggi e serate.

Da noi venivano a passeggiare anche i ragazzi da Praia a Mare e qualcuno anche da Sapri, il sabato sera ogni tanto si andava in discoteca, dalle 22:00 all’ 01:00 al massimo, poi si tornava a casa. La sera spesso si andava a Fiumicello, nella piazzetta del Gesù dove il bar Sambacco funzionava a pieno ritmo e accoglieva tutta la gioventù, turisti e non, c’era il campo da tennis, sport all’epoca molto in voga dove ragazzi in pantaloncini bianchi e ragazze in gonnellina si sfidavano.

Il nostro mezzo di trasporto era il motorino, pochi coetanei avevano l’auto, la nostra spiaggia preferita era quella di Fiumicello, che era ancora libera e costellata di ombrelloni multicolor che raccoglievano gruppetti di ragazzi che vi si riparavano dal sole e famiglie intere stile pic-nic, il parcheggio era libero e coperto dalle cannucce, vi era un chiosco semplice per le più semplici necessità, c’era l’arena cinematografica, sempre a Fiumicello e l’ufficio dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo, dove le ragazze, le più fortunate, venivano impiegate stagionalmente negli uffici informazioni distribuiti su tutte le frazioni e come hostess ai convegni e nel turismo degli anziani. Era bella e viva la vita cittadina allora. Non c’era tutto il turismo di oggi ma era costituito prevalentemente da gente che aveva la casa o la villa con al seguito figli adolescenti come noi che sfoggiavano il loro stile di vita cittadino. C’era l’istituto magistrale frequentato da noi ragazze e dalle collegiali che risiedevano nel locale collegio De Pino a piazza Europa. C’era il liceo scientifico, frequentato da ragazzi anche di Praia a Mare e Trecchina. C’era l’istituto Alberghiero con annesso convitto e c’era l’istituto Professionale di stato per il commercio, c’era gioventù dappertutto, qualcuno poi si iscriveva all’università e ogni volta che rientrava in occasione delle feste, si riuniva al gruppo ed era una festa, pochi si iscrivevano a dire la verità, gli altri rimanevano sul posto dopo le scuole superiori e si dedicavano ad altre attività. C’era poi la scuola per Infermieri Professionali, annessa all’allora storico ospedale civile di Maratea, la scuola per infermieri accoglieva numerosi allievi di altri paesi anche lontani e dunque per tutto il ciclo di studi vivevano a Maratea stabilmente in camere o appartamenti che fittavano a prezzi accessibili, all’epoca non c’era il fenomeno turistico di oggi e dunque le case si fittavano anche per tutto l’anno. Il nostro ospedale con la sua struttura moderna era il fiore all’occhiello di Maratea, punto di riferimento per i paesi limitrofi e vantava una buona reputazione, con i reparti di medicina, ortopedia, chirurgia, ostetricia e ginecologia, pediatria, pronto soccorso e numerosi ambulatori specialistici, l’ospedale vantava un servizio cucina e mensa per i degenti e operatori sanitari, degni di un ristorante, una lavanderia-guardaroba a garanzia del confort dei degenti, un servizio di pulizia personalizzato per ogni reparto, i medici e personale che vi lavoravano, si trasferivano nel nostro paese con tutta la famiglia e vi crescevano i figli, oggi non si trova più nessuno che faccia questa scelta. Non mancava niente, c’era anche il bar cosiddetto dell’ospedale, all’ingresso del parcheggio, punto di ristoro per passanti e parenti dei degenti. Di fronte all’ospedale c’era il campo sportivo comunale, allora cuore pulsante del calcio, dove spesso anche il personale ospedaliero oltre alle locali squadre di calcio, si affrontavano, richiamando numerosi spettatori. Insomma, questo è solo un piccolo ricordo di quanto spettacolare fosse Maratea negli anni 80, poi… … negli anni 90… … siamo entrati a far parte dell’Europa… … …

 

Maratea 24 febbraio 2026

Mariassunta Tarallo

 

 

 

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