ÒQuando un pensiero ti domina lo ritrovi espresso dappertutto,
lo annusi perfino nel ventoÓ (T. Mann)
Se avessi la possibilitˆ di spegnere alcuni pensieri,
contro ogni logica, non lo farei: ne creerei degli altri, lo so bene. La monotonia del dettaglio mi devasta allo
stesso modo in cui mi atterrisce la piattezza dellÕimmaginazione. La pi�
insistente necessitˆ di lasciar riposare la mente, sempre impegnata in questa
corsa al mondo, non mi desterebbe dal pi� forte bisogno di muovere i pensieri.
Non addormenterei alcuni angoli di mente, non lo farei
per scelta, forse per pura razionalitˆ e in nome di unÕambigua coerenza che
scopro di avere. Chiudere alcune porte dellÕimmaginazione
significherebbe aprirne delle altre: cÕ� una corrente
spaventosa tra i miei pensieri, talvolta brezza leggera, e di certo qualche
finestra aperta di troppo.
Mi sembra di riuscire ad intravedere lÕinutilitˆ della
resa, riscoprendo vano il tentativo di allentare la presa, nello sforzo di
arrestare una mente che corre, che vuol correre,
andare. E infatti va!
Non mi costringo a non pensare, non lÕho mai fatto, nŽ
mi obbligo a farlo: sono i pensieri che vengono da me, a trovarmi come vecchi
amici che non vedi da molto. Vengono quando li cerco desiderando la loro
presenza, corpo a corpo, ma anche quando non voglio.
Probabilmente non cÕ� nulla di concreto in ci˜ che ho
scritto, eppure a me sembra di vederlo chiaro. Sapete, ho iniziato a riflettere
sullÕandamento dei pensieri perchŽ poco fa, mentre leggevo alcune pagine di un
libro, mi sono chiesta come sia possibile pensare nel frattempo a molte altre
cose, forse infinite ma sicuramente molto vaste. Il tutto nel giro di pochi
istanti.
Mi domando se ci si possa mai perdere ad abbracciare lÕimmensitˆ.
Un abbraccio,
Miriam
1 ottobre 2017