Esserci
La voce sua
vibrava nelle fibre
dell'epidermide,
endemica si apriva
sulle note di difficile
lettura
ma forse per questo
solo ascoltabili
e vivibili come un sorso
di tè all'arancia
e il mio petto
diveniva cassa armonica
di quella melodia:
suonava.
Ogni ora
pesava un secondo
e pareva quasi
che non si fosse
mai sospirato,
mai sentito l'aria
fluire nei polmoni
così libera e vera.
La vita
si riprendeva il suo
spazio,
scorreva tra dune verdi
e scogliere,
figlia di quel magma
letto nei libri
che finalmente
decifrava l'esserci.