Esserci

 

La voce sua

vibrava nelle fibre

dell'epidermide,

endemica si apriva

sulle note di difficile lettura

ma forse per questo

solo ascoltabili

e vivibili come un sorso

di tè all'arancia

e il mio petto

diveniva cassa armonica

di quella melodia:

suonava.

 

Ogni ora

pesava un secondo

e pareva quasi

che non si fosse

mai sospirato,

mai sentito l'aria

fluire nei polmoni

così libera e vera.

 

La vita

si riprendeva il suo spazio,

scorreva tra dune verdi

e scogliere,

figlia di quel magma

letto nei libri

che finalmente

decifrava l'esserci.

  

 

Vincenza Laino