ÒLa scrittura lega le parole e gli esseri, gli esseri tramite le parole, il lettore allÕautore e i lettori tra di loroÓ - Marc AugŽ

IN TRENTINO, SULLE ORME DI UN ÒRAGAZZO DEL Ô99Ó

 di Emanuele Labanchi

 

 Come tanti altri della sua etˆ, anche un ragazzo di nome Biagio Schettino, nato a Maratea il 25 giugno 1899, appena diciottenne, si ritrov˜ in Trentino a partecipare alla guerra 1915-18. Egli fu poi mio nonno materno, autore di ÒMemorie di un MaestroÓ –Arduino Sacco Editore, libro nel quale racconta la sua vita con spazio dedicato anche a quella militare e da combattente.

Giorni fa � nata in me, avendone curata la pubblicazione sulla base dellÕoriginaria versione tipografica, la curiositˆ di saperne di pi� circa il recente acquisto on line dal catalogo dellÕEditore di una copia del libro da parte di un signore residente a Lodi in Comune lombardo tanto lontano da Maratea.

Avendo suo nominativo ed indirizzo e mail, gli ho esposto la mia curiositˆ, come nipote dellÕAutore, ed ho avuto immediata risposta, seguita poi da cortese telefonata.

Ho cos“ appreso trattarsi dellÕIng. Antonio Burinato, Dirigente di grande azienda, il quale ha testualmente scritto:

ÒIo sono un appassionato di Prima Guerra Mondiale e nel 2015 notai alcune foto di suo nonno sul sito www.calderano.it.

In particolare, io conosco bene la zona del basso Trentino, compresa la Lessinia dove correva la linea di difesa arretrata e la cui storia ho approfondito, anche con l'accesso alle fonti disponibili all'Archivio dello Stato Maggiore dell'Esercito a Roma.

Le foto di suo nonno sono proprio di quella zona e, nel corso del tempo, sono riuscito a capire dove vennero scattate, oltre ad aver visitato i luoghi rappresentati in quelle fotografie.

Inoltre, il ten. Mario Salvi di Rovereto, comandante della 934a batteria, rappresentato in diverse foto, rispondeva in realtˆ al nome di Augusto Cofler, irredento trentino e quindi sotto falso nome.

Il mio interesse per il volume di suo nonno � quindi legato alla sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale, in particolare al suo periodo in Lessinia.

Dalle fotografie si capisce che lui rimase in zona nell'inverno del 1917-1918 e che era ancora in zona nella primavera del 1918. Sono curioso di vedere che cosa scrisse su quel periodo, per capire quali altri particolari possano emergere.

Solo a titolo di esempio: il confronto tra una delle fotografie e la situazione attuale (estate, qualche anno fa).

Si tratta della cannoniera in caverna della batteria 934, su quattro pezzi da 149G, che rimase nella caverna fino a inizio luglio 1918, per essere poi spostata all'esterno sul dossone soprastante. La cannoniera era posta a Cima L'Aguz (allora denominata Lagus), negli Alti Lessini a una quota di circa 1.600 metri.

La costruzione della postazione in caverna venne iniziata sin dal 1915 ed � tuttora in un perfetto stato di conservazioneÓ.

é stato bello sapere della passione dellÕIngegnere di Lodi, dalla quale � stato spinto a mettersi in contatto tempo fa con il sito web di Biagio Calderano e poi, di fatto, ad incamminarsiÉsulle orme di quel ragazzo, soldato di Maratea in Trentino (cosa resa possibile grazie anche alla documentazione custodita nella ÒRaccolta storico-fotografica di Maratea – Calderano, aggiuntasi a quella esistente a Rovereto presso il Museo Nazionale della Prima Guerra Mondiale).

é stata davvero una piacevole, interessante e gradita sorpresa per me questa nuova conoscenza.

Nel ringraziare lÕIng. Antonio Burinato, il mio pensiero non pu˜ che andare a quel Maestro dÕaltri tempi, che rivive ancora attraverso le sue ÒMemorieÓ, in qualche modo, per cos“ dire, da lui affidate a me ragazzino, allorquando giˆ, con voce a tratti presa da commozione, me ne leggeva le bozze.

 

 

Maratea 08 marzo 2023

Emanuele Labanchi

 

 

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