Dal libro di Sergio De Nicola:
Maratea … parliamone ancora

Casa di riposo tra paure e speranze

 

E’ con discrezione che il 21 gennaio del 1965, alla presenza del Sindaco, del Parroco, di un delegato del Prefetto e di un ristretto nume­ro di cittadini, veniva inaugurata a Maratea la Casa di Riposo per anziani Maria Consolatrice.

Tutti facevano corona al Sig. Giovanni Iannini che, con propri fondi, aveva permesso la realizzazione di tale opera, acquistando Villa Passeri, posta in amena posizio­ne, e di cui divenne il primo presidente e alla Signorina Giovannina Limongi che contribuì sia con denaro che con impegno personale a renderla sempre più funzionale nel tempo.

La realizzazione di tale opera dimostra, ancora una volta, il tradizionale e secolare interesse di alcuni cittadini di Maratea verso gli anziani, i quali già alla fine del 1700 avevano la possibilità di essere assistiti nell’ospedale fon­dato da Giovanni Di Lieto e dal 1910 di trovare ricovero e assi­stenza medico-infermieristica nell’Ospedale Civile, dove due ampie corsie erano loro riservate.

L’apertura di una nuova, moderna e funzionale Casa di Riposo esclusivamente rivolta alla cura e all’assistenza degli anziani, fu per il territorio un momento di grande con­quista civile e sociale, tanto che nel 1966 il Presidente della Repubblica riconobbe tale istituzione come ENTE MORALE Dl ASSISTENZA E BENEFICENZA.

La pianta organica che, il giorno dell’inaugurazione di questa istituzione, contava quattro unità è oggi compo­sta da trentadue dipendenti fra addetti ai servizi e infer­mieri professionali.

Per circa sedici anni vi hanno prestato la loro opera le Suore della S. Famiglia di Bordeaux e ultimamente quelle delle Ancelle della Visitazione, che in questi giorni sono state richiamate dallo loro Madre Generale ad assolvere altri compiti in altre sedi.

Il 21 gennaio 1965 la Casa di Riposo contava un solo ricoverato, per la storia il Sig. Filippo Picone, ma già nel secondo giorno i ricoverati andarono aumentando anche per il trasferimento in essa degli anziani ricoverati nell’Ospedale Civile.

Essi, qui, trovarono assistenza più consona ai loro bisogni liberando ambienti necessari alla vita dell’ospeda­le sito, allora, in via San Francesco.

L’E.C.A. continuò invece ad amministrare, senza tra­sferirli alla casa di riposo, i beni che qualche anziano, ricoverato nell’ospedale, a tale ente aveva devoluto per la propria assistenza.

Oggi in tale struttura sono accolti settanta anziani provenienti da tutta la Basilicata e dalle regioni limitrofe.

Dal 1966 ad oggi, dopo la morte di G. Iannini, ha retto e regge, tranne che per un periodo di commissaria­mento dal 1988 al 1995, in qualità di presidente a vita tale istituzione la Signorina Giovannina Limongi che nel 1985, dopo la donazione del fratello Raffaele di un’ampia estensione di terreno attiguo a villa Passeri, con fondi dello stesso ente e della Regione dava il via alla costru­zione di quella moderna e funzionale struttura che, inaugurata nel 1990, è la casa di riposo di oggi.

Nel 1989, però, in seguito ad un transitorio calo di ricoverati, alle spese effettuate per il completamento dell’o­pera, ai mancati aiuti per motivi buro­cratico-legislativi da parte della Regione, si evidenziò quello stato di passività dell’ente che portò anche al mancato o parziale pagamento delle mensilità ai dipendenti che più volte scioperarono.

Persistendo tale stato debitorio, appena scalfito negli ultimi mesi, come mi riferisce la Presidente, si continua a parlare di probabile chiusura di tale servizio.

Frequento da anni la casa di riposo e ho potuto con­statare che da sempre oltre la metà dei ricoverati sono anziani allettati, bisognevoli di assistenza e di cure continue la cui collocazione sarebbe più opportuna in un reparto per lungodegenti che in una casa di riposo come tradizionalmente si intende.

Ciò ha comportato e comporta notevoli spese di energie umane ed economiche pressochè insostenibili dall’Ente.

Tale stato di cose più volte e anche di recente il Presidente ha evidenziato all’assessore regionale alla sanità e ultimamente al Ministro Rosy Bindi in visita a Potenza. La stessa Sig.na Limongi ha avuto assicurazione - come mi riferisce - dai funzionari interessati che, dato l’elevato numero di anziani allettati e la mancanza sul territorio di reparti per lungodegenti, di tali anziani se ne farebbe carico la Regione, trasformando giuridicamente parte dell’istituto in Residenza Assistenziale Sanitaria sgravando quindi l’Ente delle spese inerenti alla loro assistenza.

Ciò sarebbe un primo, ma importante passo, dice la Limongi, per un iniziale risanamento delle finanze e l’avvio concreto e sostanziale alla soluzione dei problemi che affliggono l’istituto.

Questa la breve e scarna storia di una istituzione che si contrappone alla gigantesca opera di assistenza, compiu­ta negli anni, a favore dei soggetti più deboli e indifesi della nostra società.

E’ una storia di dedizione e di amore senza fine che ci auguriamo possa continuare per sempre, anche alla luce di quella tradizione secolare che nel campo socio-assistenziale e sanitario ha contraddistinto la comunità di Maratea

Da “Il Sirino” Febbraio 2000

 

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