L’ARTE
PITTORICA DI FERDINANDO
TASCA
di Emanuele Labanchi
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Da Pensieri del 2024 di Gian Carlo Marchesini
in
"Non sono un critico d'arte, ma trovo
che i quadri che Ferdinando Tasca ha dipinto grazie a una sua tecnica speciale,
ed espone in alcuni vicoletti del Centro storico di Maratea, siano di una
bellezza unica. Oserei dire di una bellezza artistica che più intensa e
perfetta di così non sembrerebbe possibile. Tale che un paese, una comunità,
dovrebbe celebrarla come uno dei suoi frutti migliori. Ma come mai, invece, i
quadri stanno quasi nascosti dentro vicoli angusti come se si trattasse di
oggetti mal sopportati e perfino sgraditi? Ma se un pittore di grande valore
viene trascurato e dalla sua comunità quasi ignorato, non è la comunità stessa
a dare di sé un pessimo giudizio?"
i torti Gian Carlo Marchesini, attento, spesso critico osservatore della
società marateota e confesso che, da coetaneo di Ferdinando Tasca (nati
entrambi a Maratea nel 1951 e qui da sempre residenti), ho ritenuto di dovergli
riservare, nel mio piccolo, una meritata, maggiore attenzione, se pur tardiva,
con diretto riferimento al suo percorso artistico, proposto ora in evidenza
presso il Centro culturale "José Mario Cernicchiaro".
Anche io non sono un critico d'arte ma non
posso che essere d'accordo in questo caso con Gian Carlo circa il valore del
pittore Ferdinando, persona semplice e schiva, con naturale passione per
l'attività musicale, al cui esercizio si è dedicato sin da ragazzo per poi
preferire quella pittorica, sempre più intensa, con partecipazione a numerose
Mostre collettive e personali, accompagnate da Premi e riconoscimenti.
Il Prof. Raffaele IANNONE ha scritto :
FERDINANDO TASCA:
Pittore d’istinto.
Autodidatta, ha trovato istintivo un rapporto
con la pittura del tutto personale, trattando la materia con degli strumenti
inusuali per i pittori. Aggredisce le superfici bruciandole, scavandole,
facendo emergere i segni tormentati di una particolare struttura figurativa.
Volti, paesaggi, nature, immagini astratte, talora inconsce, popolano il suo
mondo d’artista.
Il segno in Ferdinando trova collegamenti
ancestrali con la prima esigenza dell’uomo di comunicare e di raccontare le
proprie storie, come è possibile vedere dai graffiti nelle antiche caverne,
delle quali pregevole esempio ne è la non lontana grotta del Romito a
Papasidero; un particolare uso del colore a cera, steso a caldo sulla
superficie, evoca colori caldi che sono propri della sua terra.
Questa sua prima vernice segna l’inizio di
un’attività che gli auguriamo lunga e fruttuosa”.
Raffaele Iannone
Ferdinando, nel corso degli anni, ha
partecipato a numerose Mostre in Basilicata (Maratea, Potenza, Melfi, Rionero
in Vulture) e a Napoli, accompagnate da apprezzamenti, premi e riconoscimenti,
ma è rimasto sempre un artista "così singolare, così innocente",
"artista istintivo e sincero", come ha scritto il giornalista Mario
Trufelli, felice di poter annualmente esporre i suoi quadri in vicolo del
Centro storico della sua amata Maratea.
Ecco alcune delle sue ultime opere
(pirografia su legno):

