La Spigolatrice di Sapri 2.0

Valerio Mignone*

Nei giorni scorsi, sul lungomare di Sapri c’Ź stata la “svelatura” di una seconda statua di bronzo dedicata alla “Spigolatrice”, in aggiunta a quella gią esistente sullo scoglio dello Scialandro. I lineamenti, appena velati da un abito reso aderente dalla brezza marina, sono di una bella ragazza, ed hanno provocato una reazione da parte di alcune femministe, che hanno intravisto “sessismo”. Ne Ź nata una polemica, sfociata su piĚ fronti, su alcuni dei quali puė essere utile qualche aggiornamento.    

Nei programmi delle Scuole elementari degli anni ’40-’50 del Novecento, c’era la lettura di brani del libro ”Cuore” di Edmondo De Amicis, che, nella maggior parte degli scolari, generava emozioni. De Amicis, come ognuno di noi, era convinto, probabilmente, che anche nel cuore fosse “l’anima”, e avessero origine emozioni, ansie, angosce, gioie; per questo, forse, attribuď tale titolo al suo libro. Ma alla fine del Novecento si Ź scoperta una realtą radicalmente diversa.

Infatti, Giacomo Rizzolatti e collaboratori, della Universitą di Parma, tra il 1980 e il 1990, hanno notato, mediante Risonanza magnetica ed altri esami, che, nel compiere ogni azione, nell’uomo si attivano alcune cellule cerebrali, o neuroni, i quali - quasi si “specchiassero” – attivano, a loro volta, neuroni simili nell’interlocutore, od osservatore. Questi neuroni specchio sarebbero i tasselli della “empatia” tra persone, e nel comportamento sociale.

Tutto il processo delle emozioni si svolge nel cervello, non nel cuore, il cui coinvolgimento puė avvenire con l’accelerazione della frequenza dei battiti per ormoni, prodotti nell’osservare un’opera d’arte, o per altri motivi. E’ la cosiddetta “Empatia”, neologismo, oggi diffuso, per descrivere la sintonia dell’antico cantore con gli spettatori; ed Ź stata usata, a fine ‘800, anche dal filosofo e storico dell’arte Robert Vischer per descrivere emozioni nel guardare opere artistiche.

L’etimo, dal greco antico, si traduce letteralmente: “dentro il sentimento”. E in materia si Ź sviluppata una vasta letteratura a cura di neuropsichiatri, psicologi, psicanalisti, pedagoghi, ed anche di filosofi, economisti, sociologi. 

Conferma ciė lo scienziato Giorgio Parisi, premio Nobel 2021 per la Fisica, secondo il quale << Tutto ciė che vediamo intorno a noi Ź un sistema complesso, compresi noi stessi. Nel cervello o nell’organismo i neuroni o gli organi si scambiano di continuo messaggi che influenzano il loro funzionamento. Sistemi complessi sono anche le interazioni tra le persone…>>.   

L’empatia Ź una interazione tra persone, puė esprimersi sia tra singole persone, sia nell’ambito di una Comunitą; in quest’ultimo caso, l’empatia puė essere fattore fondante per una Societą di diritti.

Infatti, Jeremy Rifkin ne La civiltą dell’empatia teorizza una empatia di comunitą in cui l’homo empathicus socializza con il suo simile; l’uno si occupa dell’altro nel campo sociale, della salute, della creativitą; e l’eventuale interruzione di questo reciproco rapporto potrebbe provocare egoismi e violenze. La estensione della empatia nelle Comunitą, e al di lą di ogni barriera, comporta il rafforzamento della democrazia, e della pace tra i popoli. Sulla base di questa teoria si puė affermare che anche gli articoli 3 e 5 della Costituzione della Repubblica Italiana sono nati per empatia comunitaria, lą dove si afferma che “Tutti i cittadini hanno pari dignitą sociale…”.

In medicina, l’empatia presuppone osservazione ed ascolto del malato da parte del medico, che deve saperne leggere le emozioni, e adeguarvi la propria condotta, anche a costo di non rispettare i cosiddetti “Protocolli”. E’ quel che accadde ad Umberto Veronesi nel 1968, quando si ritrovė una giovane donna di 28 anni con un tumore al seno. Il “protocollo” prescriveva la mastectomia totale, l’amputazione della mammella! Ma un moto di empatia tra chirurgo e questa giovane paziente, prossima al matrimonio – che rifiutava la mastectomia - portė alla “Quadrantectomia”, all’amputazione parziale della mammella; e fu la prima quadrantectomia segnalata in letteratura medica. Questa giovane donna fu sposa e mamma felice! L’empatia tra medico e malato genera maggiore fiducia nel paziente, che si ritroverą convinto a seguire le prescrizioni, e potrą ottenere migliori risultati per la sua salute.

Nella pratica medica, “empatia” sta a significare “immedesimazione” nelle sofferenze del paziente, e “solidarietą” con lo stesso. Ciė potrebbe limitare la capacitą dell’operatore sanitario verso il paziente, come accade ad alcuni medici che si astengono dal curare familiari per lo stretto coinvolgimento nelle sofferenze del congiunto.

L’empatia Ź la condivisione di uno stimolo emotivo d’altri. Ben diversa Ź la simpatia, intesa come sensazione positiva verso persone o cose, senza coinvolgimento dell’osservatore; il suo opposto é “antipatia”, intesa come sensazione negativa verso persone, o cose.

Anche opere d’arte, pitture, statue per ricordare e celebrare la storia di una Comunitą, pur piccola, producono empatia, come nel caso di Valsinni, in cui si possono osservare il busto di Isabella Morra, la poetessa assassinata dai fratelli, che si opponevano ad un suo amore idilliaco, e il busto di Benedetto Croce, che scoprď questa poetessa.

Nelle stesse strade di Trieste ci sono piĚ monumenti in bronzo, dedicati a poeti a passo d’uomo, che suscitano empatia nella maggior parte degli osservatori: Umberto Saba con la pipa (ora eliminata, dopo ripetuti vandalismi), Italo Svevo, con un libro e cappello in mano, nei giardini pubblici, James Joyce; e Gabriele D’Annunzio, seduto su una panca, lď collocato in occasione del centenario dell’impresa di Fiume.

E che dire dei filosofi quando affermano, con giri di parole, che “l’arte” non si giudica, per rispetto dell’Estetica? Intanto, la Spigolatrice di Sapri 2.0 non solo attira numerosi visitatori, che riscoprono Carlo Pisacane e i “trecento giovani e forti”, ma, per empatia, diventa anche compagna di “selfie” singoli, e di gruppo, da diffondere su propri siti Web.      

In questo magma psichico tra la vecchia, bella “Spigolatrice di Sapri”, adagiata sullo scoglio dello Scialandro, in stile “verismo”, e la nuova “Spigolatrice 2.0” sul lungomare, basta rileggere Luigi Mercantini, autore della omonima poesia, che riferisce le parole della spigolatrice: <<quel giorno mi scordai di spigolare, e dietro a loro mi misi ad andare>>. Altro che sessismo! La nuova statua ricorda il protagonismo delle donne del Sud nel Risorgimento!

                                                       *Medico

 

Maratea 07 ottobre 2021

      

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