ÒDieta MediterraneaÓ del
Cilento, ÒBene dellÕUmanitˆÓ UNESCO
Nel corso dei tempi, la facilitˆ di movimento di
persone, e merci, ha facilitato la diffusione della Cultura, ed anche la
modifica di abitudini alimentari tra le popolazioni.
Al Nord Italia prevaleva lÕuso di riso; e di
granturco, o mais; e non mancava tra i suoi abitanti qualche caso di pellagra,
da carenza alimentare di vitamina PP, o di acido nicotinico.
NellÕItalia del Sud prevaleva la farina di
grano, base della cosiddetta ÒDieta MediterraneaÓ, come da definizione dello
statunitense Ancel Keys, e della moglie, Margaret, biologa, che scrisse un
libro, con un ricettario, in cui suggeriva un moderato consumo di alimenti di
origine animale, come carne, latticini, uova. Ed ovvio era anche lÕallarme per
eventuale abuso di lardo e sugna.
Margaret Keys raccomandava, in particolar modo,
cibo con pesce, ed olio dÕoliva, giˆ in uso, peraltro, nei paesi della costa
Mediterranea.
I coniugi Keys dimorarono tra Napoli, e Pioppi,
frazione marina di Pollica, presso Acciaroli, lungo la Costa del Cilento.
Interlocutore dei Keys fu il Professor Gino Bergami, benemerito Direttore
dellÕIstituto di Fisiologia Umana, dellÕUniversitˆ di Napoli, il cui ingresso
era nel bel giardino di SantÕAndrea delle
Dame, dal quale si accedeva anche agli Istituti di Biochimica, di
Farmacologia, e di Patologia Generale, diretti da insigni scienziati.
Ancel Keys, dalla sua villa di Pioppi,
intravedeva lÕamata Ascea, lÕElea di Parmenide e Zenone, della Magna Grecia.
Dopo 40 anni di vita tra Napoli e Pioppi, Keys ritorn˜ in America, ove mor“,
nel novembre 2004, alla veneranda etˆ di 101 anni.
Nel 2010, la ÒDieta MediterraneaÓ, valorizzata
dagli scritti dei coniugi Keys, � stata riconosciuta, e dichiarata, ÒBene dellÕUmanitˆÓ,
dallÕUNESCO.
E, comunque - in alternativa al pesce - � altrettanto salubre spolpare tra i
denti, e degustare una coscia di pollo - ancorchŽ mantenuta ÒcafonescamenteÓ tra
le dita delle mani - o un pezzo di agnello, coniglio, o capretto, anzichŽ la
sfoglia di una imprecisata ÒCarne artificiale, o coltivata, o sinteticaÓ con
cellule in bioreattori. In merito a ci˜, la Camera dei Deputati, saggiamente,
ha approvato, a larga maggioranza, la legge che vieta la produzione, la
commercializzazione, e la definizione di ÒCarneÓ, ÒBisteccheÓ, ÒCotoletteÓ,
ÒBurger per prodotti con ÒCarne artificialeÓ.
Gli agricoltori, con tale legge, avranno la
protezione della tradizionale, sana agricoltura, e zootecnia naturale.
Pur senza pregiudizi per tale Òcarne
artificialeÓ, e in attesa di ulteriori studi sulla sua innocuitˆ, i cittadini
Italiani devono essere grati per questo provvedimento legislativo, che ne
tutela la salute. Infatti, la ÒCarne artificialeÓ, o ÒcoltivataÓ, o
ÒsinteticaÓ, � qualcosa che si sviluppa da una cellula animale, prelevata come
per una biopsia, e coltivata in laboratorio, con lÕaggiunta di imprecisati
fattori di nutrimento, allÕinterno di ÒBioreattoriÓ. Questi sono grossi
cilindri metallici nei quali si riprodurrebbero le condizioni riscontrabili
nellÕorganismo animale, che permettono la nutrizione, la vita, e la
moltiplicazione delle cellule stesse.
A tal proposito, per una prudente, e
condivisibile iniziativa, anche la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per
lÕAlimentazione e lÕAgricoltura) e la Organizzazione Mondiale della Sanitˆ
(OMS) hanno invitato a vigilare sulla temuta insorgenza di allergie, e di
tumori, nei consumatori della ÒCarne sinteticaÓ.
La Òcarne coltivataÓ � in commercio soltanto a
Singapore; ed il suo uso � limitato. Il suo potere nutrizionale � nettamente
inferiore a quello della carne naturale, costituita da muscoli di animali,
allevati liberi in pascoli, ma controllati, tra lÕaltro, anche da Personale
sanitario.
Comunque, il nome dei coniugi Ancel e Margaret Keys sarˆ nei libri di Storia per il riconoscimento, da parte dellÕUNESCO, della salubritˆ della ÒDieta MediterraneaÓ a base di pesce, che Essi hanno sempre sostenuto, e promosso.